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Montecatini

Street food allo stadio di Montecatini, buona affluenza. Ma operatori e clienti preferivano la pineta

Giancarlo Fioretti
Street food allo stadio di Montecatini, buona affluenza. Ma operatori e clienti preferivano la pineta

Qualcuno sottolinea che quella degli anni scorsi era una location anche molto più sicura per chi viene con i bambini

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Giancarlo Fioretti

MONTECATINI. Per fare il giro del mondo non è necessario impiegare ottanta giorni. Basta girare tra gli stand di piazzale Leopoldo, ai margini della grande rotonda posta proprio davanti allo stadio Mariotti. Qui, in questa insolita location, l’associazione Pubbli-Eventi organizza una tre giorni di street food (iniziata venerdì), con specialità da asporto da ogni parte del globo. Si va dalla cucina indiana a quella thailandese, dalle specialità della Transilvania fino al classico panino con la porchetta. Il tutto innaffiato con ottime birre artigianali, una delle quali ottenuta addirittura con l’acqua di una sorgente alpina della Val Susa, in Piemonte.

«Quello che però accomuna tutti gli stand – ci dice Raja Bounane, presidentessa dell’associazione – è l’utilizzo di ingredienti di prima qualità. Tutto quello che viene servito è frutto di una lavorazione artigianale, che conferisce allo streeet food del nostro evento un altissimo standard qualitativo».

Sin dalle prime ore del pomeriggio, infatti, le cucine delle varie postazioni fervono di attività, ed emanano nell’aria un aroma che si diffonde per decine di metri.

Peccato, a detta di molti, che tali profumi siano spazzati via dallo spostamento dell’aria causato dalle tante vetture che, inevitabilmente, transitano in una delle zone più trafficate di Montecatini. «In un primo momento – ci dice Danilo Ricci, marito di Raja e membro dell’associazione – avevamo chiesto all’amministrazione comunale l’utilizzo della Pineta, in quanto più centrale e dotata di un’ombreggiatura naturale che, in questi giorni di giugno afoso, avrebbe dato sollievo agli operatori impegnati dietro i fornelli e ai visitatori. Tuttavia, la politica di questa amministrazione non contempla eventi di nessun tipo in Pineta, per cui abbiamo dovuto ripiegare su questo spazio».

Aver scelto un luogo del genere per la kermesse rientra però nel modo di agire degli organizzatori. «Nostra caratteristica – ci dice ancora la signora Raja – è quella di scegliere luoghi mai utilizzati in precedenza da altri, qualora non possiamo fruire di un punto nel cuore della città. A Pescia, ad esempio, ci siamo serviti di uno spiazzo dietro le Poste, mentre a Pieve a Nievole ci sistemammo in via Roma, a ridosso della linea ferroviaria».

Tuttavia, malgrado la buona volontà degli organizzatori, sono in molti coloro che hanno storto il naso per questa sistemazione riservata ai “truck”. «In Pineta – ci dice Tiziano, 54 anni, artigiano – era possibile scegliere fra molte più bancarelle. Inoltre, la Pineta era un luogo molto più sicuro, soprattutto per chi si sposta con dei bambini piccoli al seguito. Chissà per quale motivo quest’anno questa bella manifestazione si è svolta in questo angolo circondato dal traffico e dallo smog?». E, con lui, molti altri visitatori ad annuire. —

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