Sicurezza
Torre del Molinaccio, dalla Soprintendenza disco verde ai lavori
Pescia. La Soprintendenza ai beni storici ha dato il via libera: sarà il Comune di Pescia a mettere in sicurezza la torre del Molinaccio, messa sotto tutela fin dal 1974 ma abbandonata al suo destino. «L'onere ce lo prendiamo noi, con successiva rivalsa sui privati proprietari», precisano la sindaca facente funzioni e l'assessore ai lavori pubblici, Guja Guidi e Aldo Morelli, che nella giornata di martedì erano a Firenze per sbloccare la questione. La Torraccia sarà interessata da un intervento conservativo, con “smontaggio” delle parti a maggior rischio crollo, ovvero della sommità del bastione alto 18 metri. La spesa dovrebbe aggirarsi sui 100mila euro.
Il monumento, che segna il confine tra Uzzano e Pescia, è pericolante da anni: mercoledì 9 giugno una parte della sua copertura è crollata al suolo, circostanza che ha portato i vigili del fuoco e la Provincia di Pistoia a chiudere la via Francesca Vecchia tra il ponte degli Alberghi e via Parri. Altri disagi per i residenti e i commercianti della zona, con la provinciale tagliata in due. E parecchi timori per la carrozzeria e l'agraria che si trovano ai piedi della torre di avvistamento. Da qui l'esigenza di fare presto.
«A una settimana di distanza dal cedimento, siamo in grado di definire il progetto – affermano Guidi e Morelli – al massimo domani (oggi, nda) invieremo alla Soprintendenza la relazione completa dei nostri tecnici. Per questo non sappiamo ancora con precisione quanto tempo ci vorrà per installare il cantiere e completare i lavori».
Aggiungono: «Comunque ci faremo carico di questa emergenza e dobbiamo farlo in tempi brevi per escludere pericoli alle attività nei dintorni e anche per riaprire al traffico la provinciale».
Dunque vengono escluse opere di demolizione e anche l'utilizzo della schiuma poliuretanica per il consolidamento della struttura muraria. Ma una “rimozione controllata di elementi costruttivi”, come si dice in edilizia: «Un intervento molto specifico da effettuare in corso d'opera su valutazione dei tecnici», sottolinea Morelli. Mattone dopo mattone, in sostanza, con una lente a portata di mano per individuare crepe e microfratture. «Adesso la messa in sicurezza, che è la priorità – chiude Guidi – in seguito vedremo se sarà possibile procedere con il restauro». —
Luca Signorini
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