Gioco
La Prociv ha bisogno di una nuova sede per poter proseguire a portare gli aiuti
Quella attuale non è più in comodato d’uso come all’inizio «Cerchiamo a Montecatini ma va bene anche altrove»
Simona Peselli
CHIESINA UZZANESE. Quando aiuti gli altri, ma non riesci a trovare nessuno che ti aiuta. Un paradosso che coinvolge la Prociv. Cercasi nuova sede, perché devono lasciare il magazzino dove stavano da due anni in comodato d’uso. Possibilmente proprio a Montecatini Terme, dove assistono 60 famiglie dall’inizio del lockdown, ma può andare bene anche un altro comune.
L’appello arriva da Ivano Lucchesi, presidente di Prociv Arci di Chiesina Uzzanese. «Il capannone dove ci troviamo ora – spiega Lucchesi – ci era stato dato da un volontario in comodato d’uso dal 14 dicembre 2017. La scadenza del contratto era prevista per gennaio 2028. Quando lo abbiamo preso abbiamo provveduto a riqualificarlo, spendendo 45mila euro per trasformarlo nello stato attuale in cui si trova. Forti di questa sede abbiamo intrapreso diversa attività, fra cui quella del banco alimentare. Nel frattempo è arrivata la pandemia. E noi subito abbiamo provveduto a darci da fare per aiutare gli altri. In totale stiamo dando aiuto a 120 famiglie, per un totale di 570 persone».
Tutto procedeva tranquillamente fino a che... «Lo stesso volontario che ci aveva concesso il capannone a sua volta si è trovato in difficoltà economica – prosegue Lucchesi – e ha dovuto venderlo. Non voglio fare nomi per non innescare polemiche. Ma chi ha acquistato non è tenuto a rispettare il contratto di comodato d’uso. Con il nostro avvocato abbiamo provato a fare la mediazione, purtroppo per noi chi ha comprato ha ragione e non esiste soluzione. L’unica cosa che abbiamo ottenuto è stato di poter rimanere dentro al capannone fino a maggio 2022. Però da maggio di quest’anno fino al 2022 dobbiamo pagare 500 euro al mese».
Il meccanismo della Prociv funziona senza sosta. «Dall’inizio della pandemia a oggi – spiega Lucchesi – abbiamo speso 35mila euro per assistere le persone indigenti. Abbiamo destinato fino a oggi 70 tonnellate di generi alimentari. Attualmente ogni settimana raccogliamo dai 10 ai 12 quintali di generi alimentari destinati alle famiglie e alle associazioni. Collaboriamo anche con Francesco Bentivegna per le “spesone”. Andiamo alla Caritas di Pistoia, alle mense di Segromigno in Monte, a Marlia. Dove ci chiamano e dove c’è bisogno. Purtroppo abbiamo bisogno anche noi ora, di trovare per tempo una sistemazione. Della nostra situazione abbiamo avvisato anche il sindaco di Chiesina Uzzanese Fabio Berti e il vicesindaco Lorenzo Vignali che ci hanno riconosciuto un rimborso spese di 1.500 euro. Aspetto un appuntamento da due settimane per trovare una soluzione al nostro problema» . –
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