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dopo il crollo 

Torre del Molinaccio la proprietà dice no: «Non interverremo, è troppo oneroso»

Luca Signorini
La torre pericolante del Molinaccio e la strada chiusa in direzione del ponte degli Alberghi
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La torre pericolante del Molinaccio e la strada chiusa in direzione del ponte degli Alberghi

Il Comune di Pescia ha già pronto un progetto di recupero illustrato alla Soprintendenza ai beni storici

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Luca Signorini

Pescia. Tre giorni sono passati e nessun cantiere è partito per mettere in sicurezza la torre del Molinaccio, bastione medievale su sei piani e 18 metri d’altezza interessato dal cedimento di una parte della copertura. Il botto al suolo si è verificato mercoledì 9 giugno nel tardo pomeriggio: la via Francesca Vecchia, nel tratto tra il ponte degli Alberghi e via Parri, è chiusa da allora.

Il giorno successivo il Comune di Pescia ha pubblicato un’ordinanza “contingibile e urgente” per costringere i proprietari del bene – la famiglia fiorentina dei Rastrelli Granchi – a intervenire per il consolidamento. Una strada che però non sembra percorribile. «I proprietari, che proprio questa mattina (lunedì 14, nda) si sono messi in contatto con i nostri tecnici, hanno detto che non sono in grado di sostenere l’importo del progetto», spiega la sindaca facente funzioni Guja Guidi. La spesa stimata per evitare il crollo totale della Torraccia – simbolo della frazione di Molinaccio, a Uzzano – si aggira intorno ai 100mila euro.

«Avremo un incontro con la Soprintendenza ai beni storici – continua Guidi – a cui presenteremo il progetto messo a punto dal Comune. Dobbiamo effettuare un lavoro che sia il più sicuro possibile per i residenti e le attività limitrofe alla torre (una carrozzeria e un’agraria si trovano proprio ai suoi piedi, nda). E e che naturalmente sia quello più veloce. Adesso però non sono in grado di dare dei tempi precisi».

Le ipotesi sul tavolo sono due, il costo previsto è il medesimo. La prima è un’opera conservativa per il consolidamento della struttura muraria con l’utilizzo di schiuma poliuretanica, metodo diffuso in edilizia per il fissaggio degli infissi e anche per chiudere buchi e cavità tra mattoni e pietre (è usata tra l’altro per rinforzare le pareti in seguito a terremoti). La seconda opzione porterebbe a una parziale demolizione della torre di guardia con vista Padule di Fucecchio: verrebbe abbattuta la parte sulla sommità, quella più caratteristica, ma pericolante.

«Il Comune farà questo lavoro, poi chiederà il ristoro delle spese ai proprietari – dice la sindaca facente funzioni – dobbiamo riaprire il prima possibile la strada, ma dobbiamo farlo in assoluta sicurezza». Non è tra le possibilità l’acquisto del monumento che segna il passo tra Pescia e Uzzano: «Abbiamo già troppi ruderi a patrimonio, non possiamo gestirne un altro», sottolinea Guidi.

La condizione della Torraccia sarebbe conosciuta anche in Regione come bene da tutelare alla svelta. Perché serve una soluzione nell’immediato: la provinciale tagliata in due è l’ennesimo disagio patito dai commercianti (e dai residenti) della zona, che aspettano risposte in tempi brevi. –

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