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Nuovo incubo per i negozianti 

Pericolo torre: ponte chiuso «Per noi è il colpo di grazia»

Luca Signorini
Pericolo torre: ponte chiuso «Per noi è il colpo di grazia»

L’accesso agli Alberghi era già stato sbarrato per sei mesi due anni fa Poi ci sono stati il Covid e i lockdown. Adesso il traffico è di nuovo interrotto

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Luca Signorini

Uzzano. «Un incubo che non finisce mai», dice Alessio Tintori, titolare del bar e pizzeria Studio 73 sulla via Francesca Vecchia, a Molinaccio. La pericolante torre medievale – edificata nel’300 – svetta a un centinaio di metri di distanza, dopo la strettoia. In quel punto la strada è interrotta, i ciclisti si infilano nei pertugi tra transenne e new jersey. Ma le auto non passano. Il ponte degli Alberghi, che comincia appena più in là, è come se fosse lontano chilometri. Lo vedi ma è irraggiungibile. La provinciale è di nuovo tagliata in due per colpa di una Torraccia malconcia da anni e dimenticata da tutti, che ora rischia sul serio di crollare. L’avvisaglia della catastrofe mercoledì nel tardo pomeriggio, quando una parte del tetto quadrangolare è piombata al suolo. La Francesca subito chiusa, per evitare altri guai.

«Io sono nata e cresciuta qui, all’ombra della torre. Fa male vederla così», afferma Lucia Di Vita, del negozio di abbigliamento all’angolo con via Parri. Continua: «Per me ha un valore affettivo, sai che arrivi a casa quando vedi la torre del Molinaccio. Sarebbe inaccettabile la sua demolizione, ma sicuramente deve essere restaurata. Ci siamo già passati in questa situazione, con la strada chiusa. Io è due giorni che non vedo un cliente. La paura è che i tempi per la riapertura non siano brevi».

Il Comune di Pescia – che inizia proprio dove si trova il monumento – giovedì ha pubblicato un’ordinanza “contingibile e urgente” con la quale intima i proprietari – la famiglia fiorentina Rastrelli Granchi – a intervenire entro tre giorni per la messa in sicurezza. «Sono qui da quarant’anni, già allora parlavano di consolidarla, e mi ricordo che una decina di anni fa la strada era stata chiusa perché venivano giù dei calcinacci», rammenta Danilo Biagini, che ha la carrozzeria proprio ai piedi della torre, che fa ombra alle auto con i suoi 18 metri d’altezza. E fa anche paura. Se si sgretola è la fine.

«Il disinteresse è massimo da parte di tutti – prosegue Biagini – i proprietari neppure tagliano la vegetazione intorno. I Comuni di Pescia e Uzzano si accorgono ora che sta per cadere, e la Soprintendenza che fa? (il bene è sottoposto a vincolo dal 1974, nda). È difficile avere fiducia nelle istituzioni».

A Molinaccio convivono con i disagi da due anni: nel 2019 il ponte degli Alberghi chiuso per sei mesi, poi il Covid e i vari lockdown, adesso la torre e di nuovo la provinciale chiusa. «Un altro colpo di grazia ora che riprendevamo a lavorare – aggiunge Tintori dello Studio 73 – la strada deve riaprire al più presto e devono togliere il cartello posizionato alla rotatoria di Santa Lucia, che indirizza le auto sulla Lucchese. Di solito la mattina c’è il caos da queste parti, stamani (ieri, nda) non si è visto nessuno».

«Ieri (giovedì, nda) mi hanno disdetto il pane cinque persone che arrivano da Pescia: probabilmente vogliono farci smettere di lavorare», è l’amara considerazione di Rita Cavallaro, del panificio.

I commercianti ricordano l’ultimo intervento di restauro della struttura, avvenuto negli anni ’80, e qualche mese fa la rimozione di alcune tegole dal tetto per sostituirle con un telo in nylon. L’acqua così è filtrata e ha contribuito – insieme all’incuria – al cedimento. E adesso la torre del Molinaccio sta in piedi per miracolo. –

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