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Montecatini

Il contenzioso sull’impianto di Montecatini 

«Faremo di tutto perché la piscina resti fruibile»

Luca Signorini
«Faremo di tutto perché la piscina resti fruibile»

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Montecatini. «Fino all’ultimo giorno sarò impegnato per farla rientrare. Poi se il modo per farla rientrare non ci sarà, i responsabili della macchina amministrativa faranno quel che dovranno per garantire che l’impianto resti fruibile, e le varie responsabilità che si sono accumulate nel corso di dieci anni verranno chiarite nelle sedi opportune». Lo dice l’assessore agli impianti sportivi Alessandro Sartoni, dopo aver ricevuto la lettera dell’avvocato Alessandro Torelli, che firma per conto del Centro Nuoto Montecatini. La cooperativa in sostanza minaccia la chiusura della piscina comunale – che gestisce dal 2009 – il prossimo 5 settembre. Nel frattempo resteranno aperte le tre vasche esterne, chiuse invece quelle al coperto. Non solo: la società sportiva vuole anche chiedere il risarcimento danni al Comune, “imputando all’amministrazione tutti i danni patiti a causa della perdurante inerzia”.

Ovvero la mancata risposta, “sussistendo tutti i presupposti per la revisione dell’accordo”, alla richiesta di un riequilibrio economico-finanziario – avanzata nel settembre 2019 – come ristoro per le maggiori spese sostenute in dodici anni (oltre 1, 2 milioni di euro), a fronte di quelle previste dalla convenzione stipulata tra le parti (840mila euro). Il periodo di emergenza sanitaria, che ha portato a lunghi mesi di chiusura dell’impianto, non ha fatto altro che peggiorare una situazione già critica, con ulteriori perdite quantificate in 150mila euro. In questi mesi nessun contributo è arrivato dal Comune, come più volte hanno spiegato i rappresentanti della società.

Il Centro Nuoto chiede il prolungamento di tre anni della gestione della piscina (fino al 2029) e una somma di 70mila euro una tantum. Il municipio fin qui ha tergiversato e nei fatti non ha mai risposto. Per sbloccare l’impasse, i gestori della struttura di via Cimabue passano ora alle vie legali. Secondo le parole di Sartoni, la preoccupazione principale di viale Verdi è che l’impianto resti fruibile. –

Luca Signorini

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