Il Tirreno

Montecatini

una storia “maledetta” 

Tra sequestri e carte bollate trent’anni di tentativi falliti

L. S.

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Montecatini. Il complesso tra viale Foscolo e via Cividale è stato ideato sulla carta nel 1984, quando il sindaco era Lenio Riccomi. Il cantiere è stato avviato negli anni ’90 e poi subito chiuso e sequestrato dalla magistratura per una variante urbanistica che aveva configurato il reato di abuso d’ufficio patrimoniale contestato a varie persone.

Poi le carte tornarono a posto e il cantiere ripartì: c’erano le ipotesi di trasferirci il comando della polizia municipale e altri uffici pubblici, si era affacciato anche McDonald’s. Niente è stato attuato.

Il parcheggio non è tra l’altro mai entrato nei radar dell’amministrazione: non è per esempio presente nella cartellonistica per la sosta in città. Come se non esistesse. Per questo e altri motivi la Montecatini Parking nel 2015 ha avviato una causa contro il Comune con una richiesta di risarcimento danni di oltre 3 milioni e 900mila euro. Causa che non è proseguita. La società tre anni dopo ha dichiarato il fallimento. E ad essere fallito c’è anche il Consorzio Etruria Investimenti, che ha costruito il complesso. Di sua proprietà erano otto fondi commerciali all’interno della galleria, con superfici che vanno dagli 80 ai 120 metri quadrati. Dal 2015, ben nove aste sono andate deserte.

Una galleria che mette sconforto, sporca e abbandonata com’è. Resistono una palestra, uno studio professionale, due assicurazioni, un paio di magazzini. Ci sono anche le macchinette automatiche di cibo e bevande e due spazi occupati dalla confessione religiosa Omega Fire Ministries. Ma insomma, niente a che vedere con le mirabolanti previsioni dei costruttori. –

L. S.

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