Gioco
Accertamenti sulla chiesa del monastero di Santa Maria
Avviati dalla Curia dopo i segnali di cedimento: «Occorrono lavori importanti» Preventivato un intervento da 80mila euro, ma sarà solo un primo passo
MONTECATINI ALTO. Non è solo un luogo di culto il monastero benedettine di Santa Maria a Ripa di Montecatini Alto. Costruito nel dodicesimo secolo, è forse il più antico edificio storico di Montecatini. Per questo la sua importanza va oltre l’aspetto religioso. Fortemente tenuto vivo dalle due suore di clausura benedettine, uniche abitanti della struttura: suor Francesca, 41 anni, e suor Sofia 87 anni che si prendono cura del monastero.
Per loro non c’è solo la vita monastica, la preghiera, il ricamo, il canto e il cucito. Ci sono anche tre camere per chi vuole soggiornare o dedicarsi alla meditazione o agli esercizi spirituali. Con la pandemia e la fine di donazioni e beneficenza da parte dei cittadini sono cominciati i primi problemi. Aumentati dalla preoccupazione per le serie problematiche strutturali della chiesa.
«Occorrono interventi importanti – dichiarano dalla Curia – stanno andando avanti accertamenti sulle strutture per poter quantificare i danni. C’è bisogno di ulteriori esami e sopralluoghi da parte dei tecnici per comprendere bene le crepe e i cedimenti. Sono tanti e di diverso tipo gli interventi da fare. Occorre capire cosa fare nell’immediato e quantificare i costi per il completamento della ristrutturazione».
I preventivi parlano di cifre importanti, ben al di sopra degli 80mila euro ipotizzati in un primo momento. «Ci sono diversi fattori – aggiunge la Curia – a causa dell’età del monastero. Il primo intervento di 80mila sarà coperto in parte dalla curia, dalla Fondazione cassa risparmio, ma è solo un primo step. C’è da quantificare il secondo. I lavori da fare non sono pochi, anzi. Non sono finite le ispezioni dei tecnici. C’è la volontà di fare, unita alla concretezza. Bisognerà vedere come intervenire con metodi efficaci. Non è una semplice toppa nel muro. Le suorine purtroppo sono sole in una struttura grande che necessita di una manutenzione continua».
E dalla Curia assicurano che le due suore di clausura non saranno lasciate sole in alcun modo. Sia per quanto riguarda aiuti al monastero che per le loro necessità quotidiane. «Gli organi di assistenza della diocesi ci sono apposta. Basta chiedere. Certamente porteremo conforto e aiuto alle monache. Basta organizzarsi un attimo. Non resteranno senza sussistenza».
Anche dal palazzo comunale di viale Verdi il sindaco non resterà a guardare. Soprattutto dal momento che il Monastero oltre ad essere un luogo di spiritualità e di preghiera è un edificio di notevole interesse storico e bellezza.
«Andrò presto a parlare con le suore – promette Luca Baroncini – per conoscere bene la situazione. Voglio incontrarle per capire e vedere di persona le criticità. Certamente abbiamo a cuore il monumento storico, precesto un sopralluogo e un incontro per capire le necessità che abbiamo a cuore anche noi come amministrazione». —
Simona Peselli
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