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I babbi sono tornati ad abbracciare i neonati

Simona Peselli
I babbi sono tornati ad abbracciare i neonati

Gli ospedali di Pistoia e Pescia consentono di nuovo l’ingresso ai padri. L’esperienza di una coppia di Larciano

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pistoia. Tiene delicatamente in braccio la piccola Siria di appena un giorno di vita e i suoi occhi sono colmi di commozione, meraviglia e felicità.

«Per noi padri – dice Luca– stare insieme ai nostri figli nei primi giorni della loro vita è fondamentale e serve anche a dare sostegno alle nostre compagne».

Ne è convinta anche mamma Pamela che guarda la sua bambina, di 3 chili e novecento grammi, cullata tra le braccia del marito. «Possiamo condividere da subito questa straordinaria esperienza – racconta – e imparare insieme anche a gestirla. E, inoltre, durante la presenza del nostro compagno noi mamme possiamo dedicarci a noi stesse».

La coppia, di Larciano, è circondata dalle ostetriche dell’ospedale di Pistoia, coordinate da Elena Degl’Innocenti, che con attenzione impartiscono le indicazioni corrette: dall’allattamento alla cura della neonata. Anche nel Punto nascita del San Jacopo, infatti, e al SS. Cosma e Damiano di Pescia da alcuni giorni (come negli altri cinque dell’Azienda Usl Toscana centro) è nuovamente consentito l’accesso ai babbi. Con la nuova direttiva aziendale ogni ospedale ha organizzato il percorso di accesso nel rispetto delle misure di sicurezza.

L’orario di ingresso al partner è organizzato secondo la disposizione dei posti letto per ciascuna stanza di degenza (letti pari/letti dispari); questo per evitare l’incontro tra partner di donne ricoverate nella stessa stanza e garantire un afflusso ridotto.

Al momento il partner nell’ospedale San Jacopo può restare accanto alla neomamma e al piccolo al massimo un’ora al giorno: dalle ore 17 alle 18 o dalle 18 alle 19.

«Era dal marzo 2020 che i padri non potevano entrare nei reparti di ostetricia – evidenzia il dottor Pasquale Florio direttore della struttura e direttore dell’area aziendale di ostetricia e ginecologia– il Covid-19 ci ha costretti a imporre regole severe per la sicurezza delle madri e dei loro neonati, compreso il divieto di accesso a tutti i visitatori. E tra questi anche i partner, ai quali è stata garantita solo la presenza in sala parto fino allanascita del bambino. Nonostante queste restrizioni le donne sono state comunque coraggiose e hanno continuato a darci fiducia dal momento che ad oggi al San Jacopo le nascite sono state 338, con una riduzione di solo 4 parti rispetto all’anno scorso. Un dato, questo, al momento tra i migliori» .

Aggiunge la dottoressa Lucilla Di Renzo, direttore sanitario del presidio ospedaliero: «Assistere a questi primi incontri nelle nostre camere di degenza ci ha riportato ad una normalità che avevamo dimenticato. Sono grata a tutto il personale del percorso nascita, infermieri, ostetriche, operatori socio sanitari, pediatri e ginecologici per il lavoro svolto, con umanità e professionalità, durante l’emergenza sanitaria e testimoniato dagli innumerevoli ringraziamenti che ci sono giunti da parte delle mamme e dei babbi» . —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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