Il Tirreno

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Tra storia e arte 

Uzzano Castello porte aperte all’antica pieve

Luca Signorini
Uzzano Castello porte aperte all’antica pieve

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Uzzano. Servono circa 100mila euro per concludere i restauri alla chiesa dei Santi Jacopo e Martino di Uzzano Castello, di origine longobarda (il nucleo originario fu edificato tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo). Il Comitato per il restauro della Pieve di Uzzano, che si è costituito nel 2018, prosegue nel suo lavoro di promozione e valorizzazione di questo “scrigno di fede e di arte, con più di otto secoli di storia”.

I volontari terranno aperta la chiesa nelle domeniche di giugno (dalle 16 alle 18), l’iniziativa riprenderà a settembre. E sabato 12 giugno, alle 16, 30, a Uzzano Castello si terrà una conferenza sul sistema urbano di Uzzano, “a partire dalla Rocca, antico castello feudale i cui resti permangono nella zona alta del borgo, per allargarsi ai successivi sviluppi delle cerchie murarie attorno all’abitato e al ruolo centrale, religioso e civile, rappresentato dalla chiesa”. Relatori saranno Omero Nardini dell’Istituto storico lucchese e Alessandro Riccomi del Comitato. Negli ultimi anni sono stati spesi circa 80mila euro (con fondi Cei e contributi della Fondazione Caript): la ristrutturazione ha interessato le coperture, il paramento lapideo esterno in arenaria, la facciata della vicina cappella della Compagnia del Santissimo Sacramento, lo scannafosso sul lato a monte del complesso parrocchiale. Inoltre, è stato messo in sicurezza il campanile, con il recupero del prezioso affresco alla base della torre.

I lavori dovranno essere completati nella zona dell’abside e nella cappella della Madonna del Buon Consiglio (donata nel 1754 da Papa Benedetto XIV all’arciprete Antonio Ansaldi). «Vogliamo arrivare fino in fondo ai restauri, per questo siamo impegnati a fare eventi e a tenerla aperta per i visitatori», sottolinea per il Comitato Maurizio Del Ministro. Importanti anche le opere d’arte custodite all’interno dell’antica chiesa. Per esempio il fonte battesimale seicentesco, a pozzo, con coperchio in legno intagliato. L’organo costruito nel 1903 dal celebre maestro Filippo Tronci di Pistoia. Poi il crocifisso ligneo risalente al 1320, la Madonna “vestita” di seta, manichino in legno, con braccia e gambe snodabili per consentire la vestizione della statua, con base in legno, mani in ceramica e parrucca di capelli veri biondi, e prezioso corredo. E ancora i quadri del pittore uzzanese Alessandro Bardelli, di Alessio Gemignani, gli affreschi delle scuole del Bicci di Firenze e del Sodoma di Siena. —

Luca Signorini

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