Il dolore
Sorrisi e speranza dopo il primo ponte con “accesso libero” in bar e ristoranti
Nei locali del centro è tornato l’ottimismo: «Voltata pagina» Ma la pandemia ci ha lasciato l’abitudine di ordinare da casa
Giancarlo Fioretti
MONTECATINI. Questo lungo ponte del 2 giugno verrà ricordato a lungo come il “ponte della libertà ritrovata”. La libertà di sorseggiare un caffè al bancone di un bar, quella di poter sedere con più amici al tavolo di un ristorante, quella di sorseggiare un calice di spumante in… calice di vetro e non monouso.
La grande diffusione della campagna vaccinale sta debellando la pandemia, riconsegnando a tutti una parvenza di vita normale. «Ancora non credo che la burrasca sia del tutto finita – ci dice Valeria Innocenti, del ristorante “La Mandragola” di via Gioberti – anche se ritengo che il peggio sia passato. Questa situazione lascerà comunque degli strascichi, come la moda ormai diffusa di ricorrere all’asporto. Prima del Covid, in Italia l’asporto costituiva una nicchia di mercato, concentrata soprattutto in alcune metropoli, che avevano recepito questa moda tipica degli Stati Uniti. Adesso, invece, ordinare un pasto via telefono o computer per consumarlo a casa è diventata cosa normale».
Fatti pochi passi, si giunge in corso Roma e qui troviamo Lorenzo Bertelloni, titolare del ristorante “Da Lorenzo”. «Finalmente la gente ha ripreso il gusto della vita – ci dice con un sorriso che trasmette ottimismo – e questo lo possiamo appurare dalla tranquillità con cui i nostri clienti scelgono tra le portate del menù. Sono riapparsi molti stranieri, soprattutto dell’Est e del Nord Europa, e i giovani hanno ricominciato a sedersi ai nostri tavoli».
Proseguendo poi per corso Roma, facciamo rotta al “Caffè New York” che, da sempre, offre ai suoi clienti la possibilità di consumare nella grande veranda prospiciente al locale. «Con la bella stagione è tornata finalmente la voglia di vivere – ci dice Simona Marmi, dipendente del locale – che quest’anno è coincisa con un allentamento delle regole sul contenimento della pandemia. Il nostro locale punta da sempre, oltre che sul caffè di propria torrefazione, sulla degustazione di vini e liquori che, nei bicchieri di plastica monouso, perdono necessariamente parte della loro fragranza. Finalmente, adesso, questo ostacolo al buon bere potrà essere superato».
Percorrendo infine corso Roma in senso inverso, ecco che facciamo sosta al bar “The Planet” che, con la sua bella veranda all’angolo con via Bovio, costituisce un punto di sosta ideale. «La presenza della veranda – ci dice Alberto Lucarelli, titolare del locale – ci ha permesso di poter gestire al meglio la nostra clientela da quando abbiamo potuto riaprire. Nei fine settimana di giugno ci sarà sicuramente un buon afflusso di clienti anche se l’attrattiva del mare nelle vicine località della Versilia costituirà un richiamo per molti».
Chi non teme invece la concorrenza di altre location della Toscana è Stefano Mariotti, titolare del ristorante “Il Discepolo”, in via Fedeli, la strada che sale dolcemente verso Montecatini Alto. «La qualità della nostra cucina toscana e la stupenda vista che possiamo offrire alla nostra clientela – ci dice – sono per noi un elisir di fiducia. Non è stato tuttavia facile resistere a questo lungo inverno durato oltre un anno. Ma adesso è arrivato il momento di voltare pagina».
Concetto analogo lo esprime infine Emanuela Damiani, del Circolo Aics “Casina Rossa”, sempre in via Fedeli. «C’è tanta voglia di allegria e di far festa – sostiene – ma soprattutto c’è tanta voglia di normalità. E la normalità è anche bere un caffè appoggiati ad un bancone, in pace e serenità». —
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