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Montecatini

In trincea fino a settembre: ospedale di Pescia ancora sotto organico

Luca Signorini
L’ingresso del reparto di Ostetricia e ginecologia (Archivio)
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L’ingresso del reparto di Ostetricia e ginecologia (Archivio)

I sindacati da tempo denunciano la mancanza di personale, non solo medico. Infermieri: «L’azienda chiede continuamente sacrifici, ma toccano solo a noi»

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Luca Signorini

Pescia. Infermieri e dottori sotto organico, giorni di ferie difficili da assicurare, turni di notte e di reperibilità scoperti. L’emergenza Covid ha aggravato una situazione già precaria e i mesi estivi si annunciano difficili. La situazione dovrebbe migliorare da settembre, quando saranno perfezionate alcune assunzioni (anche di Operatori socio sanitari) e il coronavirus (che ha portato alla riorganizzazione di alcuni reparti) potrebbe dare una tregua.

È questo il quadro che fanno i sindacati per l’ospedale di Pescia. Sofferenze croniche e lacune ancora non sanate. «I sacrifici vengono richiesti sempre a chi è in trincea, l’azienda chiede di garantire il benessere dei pazienti, ma il benessere deve essere assicurato anche ai lavoratori – dice Rosa Scelta del sindacato degli infermieri Nursind – purtroppo a Pescia le criticità sono annose, e le assunzioni già avvenute sono servite per compensare la carenza di personale».

«Al Cosma e Damiano c’è la necessità di stabilizzare il personale non solo medico, ma anche infermieristico e Oss – afferma Massimo Ciuti, responsabile sanità della Funzione pubblica Cgil di Pistoia – da tempo chiediamo l’integrazione del personale per maggior sicurezza all’interno del presidio e per garantire i termini del contratto di lavoro. Siamo impegnati in maniera forte su questo fronte».

La Funzione pubblica della Cisl circa un mese fa ha inviato una lettera aperta per porre l’attenzione sulla condizione di lavoro degli operatori sanitari. «Qualcosa è cambiato in queste settimane, ma non tutto», sottolinea il responsabile pistoiese della sanità Roberto Rossi. Nello scritto si fa cenno ai “carichi di lavoro sempre maggiori, sostituzioni mancanti, malattie”, e si chiede “una ulteriore iniezione di personale, al fine di permettere a tutti gli operatori di potere godere appieno dei recuperi e dei periodi di ferie”.

Nel caso specifico di Pescia, la Cisl pone l’attenzione sull’area di Chirurgia: «Siamo a rappresentare la situazione di preoccupazione e smarrimento che nell’ultimo periodo ha visto pervadere il personale – scrive il sindacato – la trasformazione in area Covid, gli spostamenti di reparto, i cambi turni, la perdita della propria disciplinarietà e dei riferimenti medici, associati anche ad alcuni atteggiamenti forse fin troppo ruvidi da parte di alcuni dirigenti, hanno fatto sì che iniziasse a serpeggiare la “paura” di non potere più tornare alla ricostituzione dei propri setting e delle proprie, giuste, professionalità».

Soffrono poi i reparti di Pediatria e Neonatologia e di Ostetricia e Ginecologia: nel primo i dottori sono tre quando dovrebbero essere il doppio (più il direttore), nel secondo sono due e ne servirebbero nove (più il direttore). Tanto che il direttore generale dell’Asl Toscana Centro, Paolo Morello Marchese ha avviato le procedure per un bando interno, con l’obiettivo di trovare specialisti disponibili a coprire i turni notturni e di reperibilità. Questo per i mesi di giugno e luglio, in attesa di nuovi ingressi in organico (sono previsti 11 pediatri e 4 ginecologi).

Chiude Rossi della Fp Cisl: «C’è difficoltà a reperire personale specializzato, e quello che c’è è da mesi che lavora in apnea. Abbiamo comunque avuto garanzie dall’Asl che dopo l’estate a Pescia l’organizzazione tornerà quella di prima. Aspettiamo le graduatorie dei concorsi per tornare ad assumere a partire da agosto». —

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