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Pieve a Nievole 

Via libera a Gheron per la casa di riposo a ferro di cavallo

Via libera a Gheron per la casa di riposo a ferro di cavallo

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Pieve a Nievole. Va in adozione stasera in consiglio comunale (dalle 19 in videoconferenza) una variante urbanistica destinata a cambiare il volto del quartiere di Riani, nella zona sud del territorio.

Il via libera definitivo del Comune – seguirà il rilascio della concessione edilizia – permetterà al gruppo Gheron, sede operativa a Voghera (Lombardia) e tra i principali operatori italiani nel settore socio sanitario e assistenziale, di costruire una Residenza sanitaria assistenziale da 100 posti letto e da altrettante assunzioni sul territorio. «Dopo la riconversione dell’ex calzaturificio Balducci (rilevato da Gema, azienda che allestisce furgoni e veicoli commerciali, nda), anche questa operazione ha importanti risvolti occupazionali», dice la sindaca Gilda Diolaiuti. La struttura verrà realizzata nell’ampio terreno incolto (finora a destinazione residenziale pubblica) tra il campo sportivo e il giardino pubblico di Riani da una parte, e via del Melo dall’altra. Non lontano ci sono le scuole, il bocciodromo e il centro sportivo della Palagina.

Il progetto di Gheron prevede un unico corpo di fabbrica a ferro di cavallo, all’interno del quale verranno allestitedue Rsa speculari: una per gli anziani con patologie più gravi (come l’Alzheimer), l’altra per degenze a minore rischio. Previste stanze con finestre in alto, per dar modo a chi è costretto a letto di guardare il cielo e sentire meno il peso della propria condizione.

Insomma una casa di riposo all’avanguardia, convenzionata con l’Asl (e con la Società della Salute) ma con accesso anche a pagamento per libera scelta. Come detto, un centinaio di posti letto e anche un centinaio di assunzioni, tra medici, psicologi, Oss, infermieri, cuochi e inservienti (la cucina sarà interna), oltre al personale indiretto (ad esempio per i lavori di manutenzione). Nascerà dunque una specie di cittadella della salute (su via Gramsci, dal settembre 2020, seconda sede del centro Maic per disabili) che “potrà integrare l’attività semi-ospedaliera con centri diurni ”. —

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