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Mancano medici di notte a Pediatria e Ostetricia

Luca Signorini
Mancano medici di notte a Pediatria e Ostetricia

Il direttore generale Paolo Morello Marchese corre ai ripari e avvia una selezione temporanea rivolta a personale dell’Asl

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Luca Signorini

Pescia. Non soffre solo l'organico degli infermieri, all'ospedale di Pescia mancano anche i medici. In particolare nei reparti di Pediatria e Neonatologia e di Ostetricia e Ginecologia. Nel primo i dottori sono tre quando dovrebbero essere il doppio (più il direttore). Nel secondo va ancora peggio: due appena i ginecologi in servizio, ne servirebbero nove (più il direttore).

I due reparti funzionano 24 ore su 24 e nel corso del 2020 hanno visto nascere 550 bambini. Ma adesso sono in grave difficoltà, tanto che i turni di guardia notturna e di reperibilità restano sovente senza medici. La coperta in sostanza è piuttosto corta. L'Asl Toscana Centro prova a correre ai ripari per sanare una situazione diventata critica. Il direttore generale Paolo Morello Marchese in una delibera avvia le procedure per un bando interno alla ricerca di specialisti che – da altre strutture dell'azienda sanitaria – siano disponibili a trasferirsi al Cosma e Damiano per coprire i turni notturni e gli orari di reperibilità in caso di bisogno.

La selezione è temporanea, vale per due mesi, giugno e luglio. Questo perché sono in fase di ultimazione due concorsi per l'assunzione di 11 pediatri e 4 ginecologi, che dovrebbero entrare al lavoro ad agosto. Nel 2020 (in tutta l'azienda sanitaria) in Pediatria sono entrati 14 medici, in Ginecologia 23. Le graduatorie in vigore sono però esaurite. Insomma i dottori scarseggiano. E all'ospedale di Pescia non sarà dunque un'estate semplice. L'Asl punta a un incentivo economico per convincere gli specialisti a coprire i vuoti di organico: una paga oraria di 80 euro per l'attività aggiuntiva richiesta, ovvero un esborso economico per l'azienda che arriva a 86.400 euro. La difficile situazione dei due reparti si aggiunge alla condizione in cui si trovano a lavorare gli infermieri di Medicina, Ortopedia e Chirurgia, che nei giorni scorsi avevano affidato a Il Tirreno i loro malumori.

Carenza di personale, ferie e giorni di riposo saltati, demansionamenti (costretti a svolgere le funzioni di Oss e barellieri), operatori trasferiti da un giorno all’altro in altri reparti sono tra i problemi segnalati e che non sembrano essere risolti. E non è colpa del Covid, «che ha solo aggravato una situazione già precaria, oggi diventata insostenibile», ha detto un portavoce degli infermieri pesciatini. Adesso viene fuori che mancano anche i medici. La piena operatività dell'ospedale è così sempre più a rischio. —

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