Il Tirreno

Montecatini

il caso 

Grotta Parlanti, viaggio nel degrado di un quartiere

Luca Signorini MONSUMMANO.
Il circolo Arci abbandonato a Grotta Parlanti.
◗
Il circolo Arci abbandonato a Grotta Parlanti.

L’altra faccia di Monsummano tra attività abbandonate e opere incompiute. I pensionati si ritrovano nel parcheggio del complesso commerciale mai nato 

3 MINUTI DI LETTURA






MONSUMMANO. Resistono la farmacia, il bar all’incrocio e l’edicola. Per il resto non ne va bene una. Il quartiere di Grotta Parlanti è l’altra faccia di Monsummano: in degrado, abbandonato, poco considerato dalle ultime amministrazioni, che oltre a piazzare due passaggi pedonali illuminati non sono riuscite a fare altro. Dunque i problemi restano e più che passa il tempo peggiorano. Gli abitanti osservano inermi la decadenza di una zona che si spopola di attività e residenti. Non di auto: il via vai è continuo sulla regionale Francesca Nord, che attraversa l’isolato e avrebbe necessità di essere sistemata. Mancano anche i marciapiedi.

«Nessuno ci pensa a noi, abbiamo provato più volte a farci sentire in Comune, ma invano», dicono alcuni pensionati che in mancanza di una piazzetta si ritrovano nel parcheggio del complesso commerciale mai decollato, di fianco parte via dei Gobbi che sale a Monsummano Alto. Alle loro spalle c’è una recinzione di un cantiere vuoto di operai e mezzi. Nel settembre 2019 in quel fondo da 200 metri quadrati doveva aprire il negozio “Superstore”, di proprietà cinese. Un mese prima un incendio ha rovinato i piani di questi imprenditori, distruggendo gli scaffali già allestiti e anche sette appartamenti ai piani superiori, con gli occupanti fatti evacuare.

Sono passati due anni e la situazione è più o meno la stessa di allora: mura annerite e stabilità di una parte della struttura ormai compromessa. Resterà un buco nero. Di fianco c’è la farmacia (aperta nel 2016) e almeno quella lavora. Non è riuscito a farsi una clientela e ha dovuto chiudere invece il market Punto Simply, che è durato lo spazio di pochi mesi (sempre nel 2019) in un altro fondo del grande immobile affacciato sulla Francesca. Sulle vetrine sporche c’è di nuovo il cartello affittasi.

È insomma una zona maledetta. Esemplare la parabola dell’ex circolo Arci (altro stabile abbandonato) che si trova all’angolo con via Petrocchi. In poco meno di dieci anni tre le gestioni fallite, l’ultima cominciata nel 2015 e naufragata nel giro di dodici mesi. Così il piazzale esterno è invaso dalle erbacce, e le riconoscibili mura gialle hanno la saracinesca abbassata e le persiane verdi da troppo tempo sprangate.

Non sono certo terminate le note dolenti. Oltre il pericoloso incrocio con via Tre Fontane (mai messo in sicurezza), in direzione Serravalle, un piazzale sterrato doveva diventare un parcheggio, di quelli con l’asfalto e gli stalli di sosta “disegnati” in bianco. E invece il manto è ancora polveroso, sassi e ghiaia, vegetazione ai lati. Incuria generale. C’era un progetto (già nel 2011) per 40 posti auto e 180.000 euro di spesa. Chissà che fine avrà fatto. Tra l’altro sopra questa superficie sterrata si alza malandato lo stabilimento termale di Grotta Parlanti, la questione più complessa e dolorosa viste le potenzialità inespresse. L’ennesima asta andata deserta è di un paio di settimane fa: il grande albergo adesso vale circa 1 milione di euro (gli incanti sono partiti con prezzo di oltre 10 milioni), nonostante il costo nessun imprenditore ha avanzato offerte. Dunque la svendita continua. Prima o poi il Tribunale magari lo regalerà. A Grotta Parlanti è un tour nella tristezza. —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa