Sicurezza
Con il traghetto-bus in gita lungo le acque del Padule
È la novità di quest’anno per chi vuole un’alternativa al tradizionale barchino. Partenza da Ponte Buggianese. Zipoli: «Abbiamo studiato un percorso con l’imbarcazione con motore elettrico»
Simona Peselli
PONTE BUGGIANESE. Un aperitivo in mezzo al Padule, con un occhio ai germani che sguazzano, l’orecchio al gracidare dei ranocchi e l’altro occhio agli aironi e alla garzaia con i suoi nidi. Sullo sfondo le colline della Valdinievole, circondate da cannella, carice (in valdinievolino detto sarello), biodo e gaggia.
La novità è il traghetto a motore elettrico che, silenzioso, scorre tra una calle e l’altra. Mentre gli appassionati di fotografia non resteranno delusi per le tante specie di volatili, è impressionante la quantità di carpe che saltano, in una immersione nella natura a pochi chilometri dalla città.
Il presidente dell’associazione Volpoca Patrizio Zipoli con orgoglio ci conduce per l’area del Padule di Fucecchio nella zona naturalistica situata nel comune di Ponte Buggianese. Si passa dall’Anchione per raggiungere il Porto Casin del Lillo e imbarcarsi nella particolare crociera in acqua palustre. «La novità di quest’anno – racconta Patrizio Zipoli – è proprio il traghetto bus. Per chi non vuole usare il tradizionale barchino fucecchiese, abbiamo studiato un percorso che potrà ospitare fino a 12 partecipanti alla volta. Fino al primo luglio ci saranno due tour giornalieri dalle 10 alle 12 e dalle 15,30 alle 17,30. Raccomando di munirsi di cannocchiale, macchina fotografica, di indossare abbigliamento mimetico o scuro e di dotarsi di stivali o scarpe trekking».
Gli amanti della natura non resteranno delusi, c’è anche la possibilità (su richiesta) di effettuare gite in notturna.
«Chi arriva al tramonto potrà immergersi in un percorso mentre cala la notte, con la possibilità di sentire gli animali veramente da vicino: un’emozione non da poco, senza considerare che l’occhio si abitua e vede con il chiarore dell’acqua».
Per gli amanti della fotografia c’è da divertirsi. «Nel Padule – spiega Zipoli – c’è la grande sosta per molti uccelli migratori, soprattutto durante il passo primaverile. Gli aironi si fermano per nidificare. Airone rosso, cenerino, germano reale, codone, mestolone, fischione, marzaiola, anatre tuffatrici, folaga. Mma anche pesce gatto, persico, trota, carpa, anfibi, rettili e mammiferi come istrice, volpe, puzzola, nutria e donnola». Basta fare silenzio per ritrovarsi a contatto diretto con animali di tutte le specie.
Patrizio Zipoli, 61 anni, insieme ad altri volontari e proprietari di queste aree rispetta e cura l’ambiente del Padule da sempre.
«Si tratta di 1.800 ettari – aggiunge Patrizio – di cui circa 1.500 di proprietà privata. I 300 ettari rimanenti sono le riserve naturali di proprietà della Regione Toscana. Oltre la Volpoca rappresento anche l’associazione Terra Nostra Unita, che sarebbero i proprietari pistoiesi. Tutti questi grandi spazi sono frutto di risorse dei proprietari che in modo autonomo investono sul territorio per poi usufruirne per due o tre mesi l’anno dell’esercizio della caccia». —
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