La manifestazione
No all’acqua termale nella piscina
MONTECATINI. «Sarà, ma ho l’impressione che anche questa volta la maggioranza che abbiamo votato ha preso un abbaglio. Dare l’acqua termale alle Panteraie? Ma si sono resi conto che, per le stesse ragioni, perché non darle agli alberghi? ». Quella di Carlo Maltagliati, ex consigliere regionale e “cacciatore ambientalista”, sembra oggi una voce fuori dal coro. Ma potrebbe non esserlo più se davvero il progetto di fornire l’acqua termale alla piscina delle Panteraie andrà avanti.
«Il contratto fatto con le Panteraie per le attività che facevano prima – riflette – ha un costo, se gli venisse data l’acqua termale sicuramente il suo valore aumenterebbe a dismisura. Chissà quanti imprenditori vi avrebbero partecipato per aggiudicarsi quel bene? Purtroppo le Terme e il Comune nei tempi passati a queste metamorfosi immobiliari ci hanno abituati. Non sarebbe meglio se, finalmente, si adoperasse per il decoro urbano? Basterebbero due esempi: il primo è il negozio della ex Perugina, sul viale Verdi, accanto alla Pizzoteca: ha il vetro rotto rabberciato in malo modo ormai da anni. Il secondo è dietro la chiesa, accanto a un noto ristorante: c’è un abitazione senza intonaco, sembra un rimasuglio dell’ultima guerra. Se n’è fregata l’amministrazione Bellandi e questa non è da meno».
«Mi risulta che nel regolamento comunale – chiude – c’è un paragrafo che riguarda il decoro urbano, che da facoltà al sindaco di intervenire presso la proprietà per ripristinare il dovuto. Qualora questa non intervenga può essere lo stesso Comune che provvede al da farsi, naturalmente poi si rivarrà sulla proprietà stessa. Mi immagino quel turista che è venuto 5-6 anni or sono e vede quella vetrina nel centro della città in quelle condizioni, cosa può pensare?». —
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