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Pescia 

Giurlani non decide, l’opposizione attacca

Luca Signorini
Giurlani non decide, l’opposizione attacca

«Deve dimettersi per il bene suo e quello della città» E c’è chi lo accusa di tenere in ostaggio il Comune

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Luca Signorini

Pescia. Oreste Giurlani non scioglie le riserve e lascia la città nell'incertezza. Continua con il solito refrain: «Sono entrato in una profonda riflessione, ma ancora non ho preso una decisione».

Il sindaco eletto a Pescia nel 2018 è stato sospeso per 18 mesi dalla carica lo scorso 8 gennaio. Riflette da allora. Il tribunale di Pistoia ha respinto due ricorsi contro la decisione del prefetto, presa ai sensi della legge Severino applicata dopo che Giurlani è stato condannato in primo grado dal tribunale di Firenze a sei anni e 7 mesi di reclusione per i reati di peculato e abuso d'ufficio, nel processo che lo vedeva imputato in qualità di ex presidente di Uncem Toscana. Tuonano le opposizioni.

Così Francesco Conforti (centrodestra), che tra l'altro da quasi un anno non partecipa alle sedute del consiglio comunale: «Giurlani è stato arrestato (in via cautelare, nda) e condannato, e in più sospeso. E ha finito per dividere una città. Siamo garantisti, ma qui c'è un dato di opportunità politica. A questo punto mi auguro che prenda l'unica decisione possibile, ovvero che si dimetta. Le sue responsabilità sono personali, ma chi lo sostiene ha responsabilità politica e deve rispondere a valori etici».

Poi Elisa Romoli (Pd): «L'evoluzione della vicenda dimostra ancora una volta che non doveva candidarsi nel 2018. Pescia non si merita il secondo commissariamento in quattro anni (il primo, nel 2017, per l'arresto di Giurlani, nda). Basta con questo balletto, Giurlani deve prendere una decisione definitiva, non possiamo andare avanti così fino al luglio 2022 (quando il sindaco sarebbe reintegrato nella carica, nda). Di tutto abbiamo bisogno meno che di un sindaco colpevole di tenere in ostaggio un Comune. Pescia non nasce e non muore con Giurlani».

Giancarlo Mandara (lista civica Voltiamo pagina): «Deve prendere una decisione per il bene suo e della città. L'incertezza non fa bene a nessuno. Le strade sono due: le sue dimissioni immediate, o che si faccia da parte e lasci lavorare la giunta, invece di attaccarla. Pescia ha bisogno di una ventata di freschezza, soprattutto nel metodo, non servono sceneggiate o proclami ma persone che si mettano a lavorare a testa bassa».

Per i tempi elettorali, se dovesse dare subito le dimissioni, le amministrative a Pescia ci sarebbero in autunno; se le dimissioni arrivassero a fine luglio il voto slitterebbe nella primavera 2022. C'è poi il processo penale: se in Appello verrà confermata la condanna di primo grado, per la legge Severino Giurlani sarà sospeso per ulteriori 12 mesi. —

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