Finanza
Attese sempre più lunghe per le operazioni
La protesta dei pazienti e dei loro familiari: «Pare che manchino i chirurghi ma nessuno ci dà notizie precise»
Giovanna La Porta
Pescia. Insostenibile lista d’attesa per gli interventi chirurgici all’ospedale Cosma e Damiano di Pescia. Decine di pazienti attendono la chiamata per sottoporsi a operazioni considerate non urgenti. Il fatto è che mancano i chirurghi.
L’allarme arriva dai pazienti e dai loro cari. Alcuni si sono rivolti al Tirreno per evidenziare la propria preoccupazione e chiedere di sollecitare, a mezzo stampa, una riorganizzazione del sistema. «Da settimane attendo di essere chiamata per un intervento che non è considerato urgente - racconta una di loro - avrei dovuto essere operata da un medico che, da quanto ho capito, è andato in pensione. Conosco altre persone nella mia stessa situazione, ho tentato di farmi portavoce ma non è semplice. Ho telefonato molte volte per capire quanto tempo ancora dovrà passare ma nessuno sembra avere informazioni precise».
Insomma, pare proprio che non ci siano chirurghi disponibili, a causa di una ristrutturazione interna dell’organico, in corso già da alcune settimane. «A farne le spese siamo noi pazienti – continua la donna – se sapessi le tempistiche potrei regolarmi e magari decidere di rivolgermi altrove».
L’emergenza Covid ha, ovviamente, peggiorato una situazione già precaria. Inoltre, è difficile evadere un elenco di operazioni da eseguire se i medici disponibili devono dedicarsi alle emergenze. «Mi hanno spiegato che le urgenze vanno avanti a tutto – racconta un ragazzo che ha la madre ricoverata da diversi giorni – ma il problema è che io non ho ancora capito se l’operazione che deve fare mia mamma è urgente o meno. È impossibile ricevere informazioni. Non critico i medici e gli infermieri, si vede che fanno il possibile e qualche volta pure l’impossibile. Ma non capisco perché l’organico si debba ridurre ai minimi termini. In questa maniera, le persone non hanno l’assistenza sanitaria necessaria e il personale medico viene davvero messo a dura prova».
Preoccupata una giovane donna per le condizioni della zia, sola e anziana: «Stiamo cercando di prenotare un importante esame diagnostico – afferma – finalizzato a un intervento che sicuramente dovrà sostenere. Se la situazione è quella che mi hanno illustrato, dovremo rivolgerci a un altro ospedale. Io però lavoro e ho famiglia, portarla a Firenze o a Pisa significherebbe abbandonarla comportamente a se stessa. È inutile aver trovato cure di ogni tipo e aver promosso la prevenzione se poi, quando si arriva al dunque, i pazienti vengono abbandonati». —
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