Il Tirreno

Montecatini

I riti delle terme 

Al “tavolo dell’amicizia” con i pensionati si possono risolvere i problemi del mondo

Simona Peselli
Cinque pensionati al famoso “Tavolo dell’amicizia” al Caffè storico del Tettuccio, dove leggono il giornale e discutono dei problemi della città e del mondo (Foto Nucci)
◗
Cinque pensionati al famoso “Tavolo dell’amicizia” al Caffè storico del Tettuccio, dove leggono il giornale e discutono dei problemi della città e del mondo (Foto Nucci)

Montecatini, da 12 anni al Caffè storico del Tettuccio si incontrano per la colazione e la lettura del giornale. E sono diventati un’attrazione

4 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Giornale e caffè di ordinanza. C’è un tavolo del Caffè storico del Tettuccio dove è possibile discutere di qualsiasi cosa. È il quartier generale di almeno dieci pensionati con il certificato di veri bagnaioli. Lì c’è pronta la soluzione per il problema Terme, ma anche per l’economia italiana. Si parla di politica cittadina ma anche della nomina del prossimo Presidente della Repubblica. «È nato quasi per caso a luglio di 12 anni fa. Alcuni pensionati montecatinesi cominciarono a frequentare il Tettuccio e gradatamente cresceva il numero – racconta Renzo Borrelli, gestore del bar – così ho allargato il tavolo e lo abbiamo battezzato “Tavolo dell’amicizia”. I clienti e i turisti, anche stranieri, mi facevano riservare i tavoli vicino a loro per poter ascoltare la parlata toscana, e perché era curioso. Qualche coraggioso ha ottenuto il permesso temporaneo di accomodarsi al celebre tavolo, ma ha dovuto pagare pegno offrendo il caffè a tutti». Ogni tanto si alza la voce, il “tavolo non è bello se non è litigarello”. Ad approvvigionare i suoi componenti ci pensa Renzo. «Non li lascio a secco: prosciutto, vino e salame. Oppure biscottini o pezzi di torta» .

C’è Moreno Bidellocci, 83 anni, detto Figaro per il suo storico negozio di barbiere in corso Matteotti, che nei racconti si vanta di aver tagliato i capelli a Christian Dior proprio due giorni prima della sua morte al Grand Hotel & La Pace, il 24 ottobre 1957. «Il famoso stilista – ricorda Bidellocci – era in auto con due modelle e un autista. Ci fu un piccolo incidente proprio davanti al mio negozio. Così di corsa andai ad aiutarlo. Non successe nulla di grave e gli chiesi di venire da me per farsi fare i capelli. Lui, che era molto gentile, mi accontentò. E io feci un figurone con i clienti». Moreno vanta 60 anni di frequentazione al Tettuccio. «Ci venivo anche da bambino con la mia mamma, per la nostra famiglia bere l’acqua termale era una cura naturale irrinunciabile».

C’è Sergio Tognozzi, 70 anni, ex dipendente di Banca. «Sono 13 anni che vengo quasi tutti i giorni – chiarisce – mi piace stare insieme agli amici e fare lunghe chiacchierate. Il Tettuccio per me è un luogo di affetto dove venivo insieme ai miei genitori». C’è l’ex attore e dipendente comunale Bruno Fortina, 76 anni. «Dal 2007 frequento il Tettuccio – racconta Bruno – ogni settimana per due giorni di seguito faccio la cura delle acque e mi sento proprio bene. Ho partecipato a ben 28 film che hanno girato a Montecatini e avevo una compagnia teatrale». Ecco Roberto Pinochi, 75 anni, ex funzionario comunale. «Dal 2008, anno in cui sono andato in pensione, ho la tessera delle Terme – chiosa Roberto –. Sono un montecatinese doc, nato in via Mazzini, come mio padre. Avevamo un piccolo albergo, io sono nato nella camera numero nove. Nei miei ricordi di ragazzo ci sono le corse in bicicletta fino al Tettuccio per avvisare i clienti di qualche telefonata in arrivo alla pensione. I cellulari non esistevano. A quei tempi per entrare dalla porta d’ingresso dovevo chiedere “permesso” da tanta gente che c’era. Non si passava. In quegli anni per venire in questo stabilimento ci si vestiva apposta, nessuno avrebbe mai pensato di presentarsi in pantaloni corti. Mia madre Emilia che faceva la mescitrice. Una volta mi ha raccontato di una coppia che ogni anno veniva a fare la cura con un bambino piccolo per mano. Una stagione vide l’uomo in compagnia di una signora più anziana e lei chiese notizie della moglie e del bimbo. In pochi attimi si rese conto di aver fatto una gaffe, poiché quella era la vera moglie». Montecatini e le settimane dedicate alle acque erano anche questo. Spesso la scusa per una vacanza clandestina con l’amica del cuore.

C’è Paolo Vincenti, 76 anni, ex responsabile dell’ufficio legale di un’industria. «Sono un montecatinese – racconta – ma solo da cinque anni quotidianamente frequento il Tettuccio. Ho trovato un ambiente stupendo e amici che conoscevo bambino. Frequentavamo viale Verdi che in quegli anni era sempre affollato di turisti. Al Tettuccio all’epoca c’erano almeno tremila persone ogni giorno che giravano e bevevano le acque termali». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa