Sicurezza
Il vescovo ringrazia per i doni del Giubileo
La solenne cerimonia di chiusura tenuta in Cattedrale con la presenza del presidente della Cei, cardinal Giulio Bassetti
Pescia. «Unendoci al Signore e uniti tra noi, potremo anche dare vita a rinnovate forme di pastorale, rese ancora più necessarie dalle nuove condizioni ecclesiali e sociali che sono sotto gli occhi di tutti».
Ricca di ricordi e di riferimenti all’attualità, l’omelia del cardinal Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, durante la solenne conclusione del Giubileo dei 500 anni nella Cattedrale di Pescia. Di fronte a molte autorità civili e militari della provincia di Pistoia e della Valdinievole, a un’assemblea di fedeli delle grandi occasioni, il presidente della Cei ha espresso un fraterno ringraziamento al vescovo Roberto Filippini per lo straordinario lavoro svolto, nonostante le grandi difficoltà della pandemia. Il cardinale, ha ricordato le sue radici toscane e gli ultimi quattro vescovi (precedenti a monsignor Filippini) della diocesi di Pescia che ha conosciuto personalmente, e proseguendo nell’omelia ha sottolineato l’importanza del prossimo grande appuntamento della Chiesa italiana: «Saremo chiamati a rinnovare la comunità ecclesiale attraverso il Sinodo che il Papa ci ha chiesto di attuare e su cui ci confronteremo nei prossimi giorni all’interno dell’Assemblea dei vescovi italiani».
Alla preghiera dei fedeli, il vescovo Roberto Filippini ha chiesto di pregare per la situazione nella Terra Santa: «Invochiamo pace su Gerusalemme e nella Terra Santa, il Signore disarmi i cuori e le mani dei violenti e doni la sua pace».
Concludendo la solenne celebrazione, il vescovo ha ricordato i principali doni maturati con il Giubileo. «Grazie Signore per tutto ciò che rimarrà nella nostra vita comunitaria. Grazie soprattutto per alcune realtà che sono maturate in questo percorso: L’Ente diocesano S. Allucio per le opere caritative che si è costituito a sostegno e coordinamento delle opere della Caritas; il Centro per la famiglia “Amoris Laetitia” che comprende l’Ufficio di Pastorale Familiare, il Centro di Aiuto alla Vita, il Consultorio Familiare e l’Ufficio per la tutela dei Minori».
«Entro il prossimo autunno – ha annunciato – vorremmo inoltre portare a termine e aprire la Casa di accoglienza di Stignano, progettata e iniziata dal mio predecessore, monsignor. Giovanni De Vivo, che sarà gestita dalla Comunità Giovanni XXIII. Ultimo segno di questo Giubileo, forse il più significativo, sarà l’inizio della fase diocesana della Causa di Beatificazione e Canonizzazione di Daniela Benedetti Spadoni, laica e madre di famiglia, seme di santità gettato dal Signore nella nostra terra». —
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