Sicurezza
Infermieri allo stremo: i riposi non esistono più
L’emergenza Covid ha aggravato una situazione già difficile per la mancanza di personale. Tre sono i reparti più in crisi
Pescia. La segnalazione è anonima. L’interlocutore chiama da numero privato e dice di parlare per gli infermieri in servizio nei reparti di Medicina, Ortopedia e Chirurgia dell’ospedale di Pescia. Non vuole che venga pubblicato il suo nome per non incorrere in possibili sanzioni (i dipendenti dell’Asl non possono rilasciare dichiarazioni alla stampa riguardanti l’attività dell’azienda se non sono autorizzati dalla direzione).
L’uomo mette in fila tutte le difficoltà quotidiane di questi lavoratori, «con il Covid che ha aggravato una situazione già precaria, oggi diventata insostenibile».
Carenza di personale, ferie e giorni di riposo saltati, demansionamenti, colleghi trasferiti da un giorno all’altro in altri reparti «senza neppure darci un euro di incentivo: a noi hanno solo tolto».
«Tra l’altro l’azienda sanitaria non risponde neppure più alle nostre mail e richieste – dice il portavoce degli infermieri – finora tolleravamo per quanto possibile, adesso basta, siamo allo stremo».
L’Asl Toscana Centro, contattata dal Tirreno ha preferito fare le sue verifiche prima di replicare. Il tono dell’infermiere è quello di uno sfogo.
«Spesso, soprattutto durante i turni notturni con soli due di noi per 26 pazienti, quando dovremmo essere almeno in quattro, dobbiamo assolvere i compiti degli Operatori socio sanitari, perché gli Oss non ci sono. Siamo costretti a fare il “giro letti” anche durante il giorno. In più, ci troviamo a coprire i servizi dei barellieri, perché anche queste figure non ci sono. E portiamo nel reparto i pazienti Covid con l’unica barella disponibile, che deve essere sanificata ogni volta con grande dispendio di tempo e di energie. Questi demansionamenti nelle funzioni sono diventati una prassi».
Va avanti l’infermiere: «Ci sono molti colleghi che non fanno ferie da diversi mesi, dopo che ci hanno tolto i riposi durante il periodo estivo, alcuni non hanno il giorno libero neanche dopo aver coperto il turno di notte. In alcuni reparti, come Ortopedia, i turni nelle 24 ore sono stati ridotti da sei a quattro, parte del personale viene impiegato in altre aree dell’ospedale dalla sera alla mattina. Il problema è che cambiando reparto, cambiano le responsabilità e il metodo di lavoro. Addirittura sono stati inseriti alcuni colleghi da altri ospedali, senza un minimo di affiancamento, queste persone non sanno neppure dove si trovano le siringhe».
Secondo la denuncia, l’organico ridotto all’osso al Cosma e Damiano (di infermieri, Oss e barellieri) è la questione che si trascina dietro tutte le altre. «La coperta è corta – prosegue – se qualche collega è assente, c’è chi deve sostituirlo anche da altre aree dell’ospedale. Così saltano riposi e ferie».
Poi non è raro il problema del sovraffollamento e della mancanza di posti letto all’ospedale di Pescia: «Ci sono persone che restano in pronto soccorso anche 24 ore».
Secondo la Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche, che si è riunita in congresso recentemente a Firenze, in Toscana mancano 3.700 infermieri, 63mila in Italia. —
Luca Signorini
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