Proteste
Si riaprono le serre e le piante tornano nel parco
La struttura ospita il patrimonio verde che a ogni primavera viene riportato al Tettuccio. Grazie anche agli Angeli del Bello
Luca Signorini
Montecatini. Le nuove serre di via della Salute sono sul mercato (840.000 euro il prezzo fissato nell'ultimo bando), ma a differenza di altri beni delle Terme non sono del tutto dimenticate. Gli Angeli del Bello se ne prendono cura già dal 2018 (con l'iniziativa “Meraviglia d'inverno”) a supporto dei quattro giardinieri ancora nell'organico della società.
L'emergenza sanitaria ha rinviato dei progetti ai quali stava lavorando l'associazione: ovvero il coinvolgimento degli studenti dell'istituto Agrario di Pescia e del liceo scientifico di Montecatini, «per sistemare e valorizzare questo patrimonio, che sicuramente non può andare perduto», sottolinea Cinzia Silvestri, presidente degli Angeli del Bello. Intanto ieri è avvenuto il trasferimento delle decine di piante conservate in inverno nelle nuove serre (nella zona del mercatino del Grocco La Salute), destinazione il parco Liberty del Tettuccio, dove potranno essere ammirate durante il periodo estivo (l'associazione ha pagato il costo del muletto per il trasloco). Ce ne sono di antiche: come la gardenia ultracentenaria (un'esistenza lunga 150 anni almeno), dal peso di circa 10 quintali, per la quale uno sceicco in vacanza a Montecatini si dice arrivò a offrire 160 milioni di lire per acquistarla. «Quest'anno è partita la convenzione che abbiamo stipulato con le Terme per occuparci delle nuove serre – spiega Silvestri – diamo una mano per togliere le erbacce infestanti, con la pulizia degli ambienti, un impegno per restituire decoro al bene per quello che possiamo. Speriamo ora di concludere un accordo con le scuole per la partecipazione dei ragazzi, magari come progetto di alternanza scuola/lavoro. E poi vogliamo partire con un calendario di visite guidate, appena la situazione ci permetterà di farlo in sicurezza».
Gli Angeli del Bello alle nuove serre ci sono di solito il sabato: una dozzina di volontari impegnati con granate e sacchi neri, a loro si aggiungono anche diverse persone mandate dal tribunale di Pistoia per svolgere lavori socialmente utili di messa alla prova.
Da un punto di vista architettonico il grande complesso che si affaccia anche su viale Marconi si presenta in malora, cade quasi a pezzi, è in rovina. Serve un investimento milionario per rimetterlo a posto. Intanto c'è un'associazione come ultimo baluardo prima di spegnere definitivamente le luci su un altro patrimonio buttato via. —
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