Sicurezza
Il campione allena la squadra paralimpica
Luca Marini ha partecipato a tre edizioni dei Giochi e vinto diverse medaglie nella specialità della Fossa Olimpica
Roberto Grazzini
Pieve a Nievole. Forse non tutti non sanno che all’interno dell’impianto di via Ponte dei Bari, dove i comuni di Montecatini e Pieve a Nievole si toccano, dividendosi le carreggiate delle strade, oltre alla società di tiro a volo che porta il nome dei due comuni esiste un altro sodalizio, per sportivi diversamente abili, fondato nel 2016 col nome di “Ori di Rio” da Claudio Boccardo, presidente, creatore anima attiva del sodalizio.
Un’attività tirata avanti a costo di grossi sacrifici. «Col momento attuale – ha ammesso – non è facile trovare aziende pronte a dare una mano. In ogni caso, brand importanti quali la Mattarelli di Bologna e la Bardhal ci stanno dando il loro supporto e di questo li ringrazio. Speriamo che pure qualche imprenditore del posto si appassioni alla nostra causa».
La rosa , anagraficamente parlando, va dalle 30 primavere di Flavio Martucci ai 70 anni del presidentissimo Boccardo, passando per Sergio Tintori, classe 1954, Maurizio Buralli, classe 1961 e Marco Lelli, classe 1977. Tale quintetto, in possesso di regolare certificato medico conforme alle leggi vigenti sul maneggio delle armi, sa farsi valere quanto i tiratori “normali” nella specialità della Fossa Olimpica.
In questi giorni il silenzio è spesso interrotto dal riecheggiare degli spari. E sono proprio i loro fucili a far strage di piattelli, sotto l’attento e piacevolmente sorpreso sguardo del “maestro” Luca Marini, da poco nominato allenatore della pattuglia nostrana in vista dei campionato paralimpico in programma a fine mese a Lonato, in provincia di Brescia. Marini, ex pluridecorato atleta della Nazionale italiana, ha fatto parte del team azzurro da 1991 al 2005 e non ha certo bisogno di presentazioni con tre Olimpiadi, sia pur da riserva, sulle spalle (Atlanta, Sidney e Atene), più una bacheca zeppa di trofei, titoli mondiali, europei e italiani, e medaglie di svariati metalli.
Senese della contrada dell’Oca, classe di ferro 1963, da cinque anni abita in Valdinievole. Nonostante il qualificato palmares di atleta, a cui si è aggiunto il ruolo di “personal coach” di tiratori a giro per il mondo (vedi la prima storica medaglia dell’India vinta dall’allievo Rajyavardhan Rathore,ora ministro nel proprio Paese) e quello di “ head coach” della nazionale svedese, è al debutto assoluto con la realtà paralimpica.
L’ impatto è stato assai positivo. «In primis ho visto gente umile e motivata che ha voglia di apprendere e migliorare – tiene a precisare – e che mette grande dedizione e applicazione durante gli allenamenti. Ma soprattutto sono rimasto stupito dal buon livello tecnico del roster. Lo ritengo un piacere e un privilegio far parte del progetto». —
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