Gioco
Sabotato il gazebo dove si fanno i tamponi Sale la richiesta di protezione dei volontari
Il presidente del Soccorso pubblico ricorda anche le recenti aggressioni ai suoi associati. «Cosa aspettiamo ancora?»
Simona Peselli
MONTECATINI. Quando un’azione vandalica va a braccetto con la stupidità e l’incoscienza. Nella notte hanno distrutto, rotto e rubato attrezzature del gazebo dei volontari del Soccorso pubblico e della Misericordia dietro allo stadio, utilizzato per effettuare i tamponi molecolari. «Dopo tre aggressioni a danno dei nostri volontari avvenute poche settimane fa, adesso questo ulteriore sconsiderato gesto. Cosa dobbiamo ancora aspettare? Una tragedia?», sbotta Gabriele Pellegrini, presidente del Soccorso pubblico. Che prosegue: «Manca il rispetto. È più di un anno che i nostri volontari indossano le protezioni, le mascherine e rimangono ad aiutare affinché il prelievo dei tamponi avvenga in maniera agile e sicura. È forse questo il ringraziamento che si meritano? ».
Un gesto vile e vigliacco. «Che condanno in pieno a prescindere – continua Pellegrini del Soccorso pubblico – chi fa il volontario non svolge questo servizio né per soldi, né per gloria. È inammissibile che non ci sia un minimo di tutela e di riguardo nei confronti di chi è utile e si mette a disposizione gratuitamente della collettività».
A una prima occhiata i danni si aggirano su qualche migliaio di euro fra gli oggetti spaccati e quelli rubati. «Ci stiamo adoperando per rimettere il punto in sicurezza – dice Pellegrini – hanno asportato i “panettoni di plastica”, le cime che assicurano i gazebo. Si tratta di un gesto ignobile, non è accettabile che i volontari debbano rischiare la pelle. Ogni giorno mi domando che cosa deve accadere, perché le associazioni vengano tutelate».
Il servizio di Soccorso pubblico e Misericordia si alterna mattina e pomeriggio nel punto tamponi che si trova dietro lo stadio. C’è la parte dove arrivano le auto e il gazebo occupato dai volontari dove ci sono anche le attrezzature. «Stamani (ieri, nda) quando siamo arrivati alle otto – racconta Giovanni Cori della Misericordia di Montecatini – ci siamo trovati davanti a questo increscioso atto. Non potevamo credere ai nostri occhi. Quello stesso gazebo che con tanta cura avevamo allestito. Negli orari liberi dal nostro lavoro (noi siamo tutti volontari) abbiamo montato le strutture. Trovare tutto divelto è stato un colpo per noi».
I volontari sono a completa disposizione della cittadinanza. «Ma non basta evidentemente – commenta Cori – con quale coraggio sono venuti a rubare e a distruggere un luogo dove vengono fatti i tamponi? È una vergogna non curarsi del prossimo e non rispettare chi pensa alla salute della gente».
Con l’inizio e il proseguo della pandemia il lavoro per i volontari del Soccorso pubblico e della Misericordia è raddoppiato. Senza contare la fatica e l’impiccio di dover indossare le attrezzature anti contagio. La fatica non manca, ma neppure l’altruismo e la disponibilità delle donne e degli uomini delle associazioni. Per la loro sicurezza si chiedono controlli e telecamere di sorveglianza. –
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