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ponte buggianese 

La Gometa onlus ha bisogno di aiuto

Giovanna La Porta
La Gometa onlus ha bisogno di aiuto

L’associazione della Casa della Spiga lancia un appello «Grazie al 5 per mille potremo non lasciare soli i ragazzi»

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Giovanna La Porta

PONTE BUGGIANESE. Un appello per il 5 per mille arriva dalla Gometa, onlus che da 35 anni si occupa, a puro scopo volontario, di supportare le famiglie dei giovani diversamente abili. E, soprattutto, di portare avanti progetti di inclusione. Prima della pandemia, il centro della Casa della Spiga era attivo per più giorni alla settimana e organizzava eventi, gite, soggiorni estivi. Durante il lockdown i volontari non si sono arresi e hanno continuato, da remoto, a organizzare attività per non lasciare soli ragazze e ragazzi.

«A fine febbraio 2020, con lo scoppio della pandemia da Covid-19 e il conseguente lockdown – ricorda con amarezza il presidente Antonio Ciuffrida – abbiamo dovuto interrompere ogni attività ma l’impegno dei volontari nel continuare a progettare e a mantenere viva la rete delle relazioni non è mancato. Uno dei nostri progetti è stato finanziato dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, oltre che dalla generosità e sensibilità di altre persone a noi vicine: abbiamo acquistato un nuovo pulmino che sarà presentato a breve. Parallelamente, grazie ad un finanziamento di Vival Banca, abbiamo investito nella digitalizzazione dell’associazione e nella realizzazione del sito. La pandemia da Covid-19 non ha fermato nemmeno la progettazione creativa, da sempre fiore all’occhiello dell’associazione. Seppur da remoto, siamo rimasti uniti e connessi. Ne è scaturita una trilogia di storie digitali, un perfetto esempio di resilienza: Il gioco del sole, Il camaleonte azzurro cielo e La storia del rinoceronte e del sasso, frutto di questo periodo difficile, tutte scritte, illustrate e musicate dai ragazzi, dai volontari e dagli amici dell’associazione. Al lavoro, in questa occasione, ha preso parte anche un piccolo gruppo di bambini».

« A settembre 2020 – prosegue Ciuffrida – ci eravamo organizzati e preparati per ripartire in presenza, ma l’arrivo della seconda ondata ci ha costretto ad interrompere ancora una volta. Siamo consci che questi momenti di chiusura attività, per i nostri ragazzi e per le rispettive famiglie, rappresentano la mancanza di relazioni ed emozioni da percepire fisicamente. In qualche maniera abbiamo cercato di addolcire un po’ la situazione con video chiamate. La tecnologia ci ha consentito di mantenere in vita un minimo di speranza. La pandemia da covid-19 ci ha stoppati, ma noi siamo come il fuoco che cova sotto la cenere. Contiamo sulla destinazione del 5x1000 per le nostre attività». A febbraio 2020, la Gometa si è fatta promotrice di un grande evento culturale/scientifico organizzando a Montecatini Terme un convegno internazionale avente come tema: “La tragedia della talidomide: aspetti medici, scientifici e giuridici”. La talidomide è stato un farmaco prodotto in Germania a metà degli anni Cinquanta e somministrato fino alla metà degli anni Sessanta come sedativo e come calmante delle nausee riferite alle donne in gravidanza. Non testato, ha mietuto vittime ovunque. Il convegno ha registrato una vastissima partecipazione da tutta Italia. Purtroppo, ad oggi ci sono diverse persone con malformazioni causate dalla talidomide che non vengono riconosciute tali, e quindi non indennizzate, dallo Stato Italiano. —

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