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Evasione fiscale da 86 milioni contestata a un’azienda di Pescia

David Meccoli
Evasione fiscale da 86 milioni contestata a un’azienda di Pescia

Nel mirino l’importazione e la commercializzazione di prodotti petroliferi L’indagine della tributaria segue un’operazione con sequestri milionari

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David Meccoli

PESCIA. Una maxi evasione da 86 milioni di euro è stata contestata dalla Guardia di finanza a una società con base a Pescia e specializzata in importazione, logistica e commercializzazione di prodotti petroliferi. Se nella prima fase delle indagini a muoversi era stato il nucleo di polizia giudiziaria (con il sequestro preventivo di beni per oltre 130 milioni di euro nei confronti di sei imprenditori, lo scorso febbraio), ora ad agire è stata la polizia tributaria, che ha portato alla luce un’ampia frode fiscale sull’Iva, con illeciti che coprirebbero il periodo che va dal 2014 al 2019.

L’indagine madre (“Gasoline Free”) era emersa la prima volta il 19 settembre 2019, quando scattarono 17 misure cautelari, tra cui sei arresti domiciliari. Ma il lavoro della procura di Pistoia e della Guardia di finanza di Montecatini non si era fermato, aveva portato alla luce nuove ipotesi di reato e, soprattutto, le “casseforti” in cui gli inquirenti ritengono siano andati a finire i proventi – tanti – degli illeciti commessi attraverso quel traffico di prodotti petroliferi. Così lo scorso febbraio le fiamme gialle, a conclusione dell’operazione antiriciclaggio denominata “Gasoline Free 2”, avevano eseguito la misura cautelare disposta dal gip del tribunale per il sequestro preventivo di beni per oltre 130 milioni di euro tra Italia e Croazia. L’accusa era infatti quella di aver favorito il riciclaggio oltre confine di ingenti somme derivanti da false fatturazioni convogliate in banche con sede a Rijeka (ma collegate a istituti italiani) e poi reimpiegate nella gestione di due società che fungevano da cassaforte per la custodia degli illeciti guadagni.

Nelle provincie di Pistoia, Lucca, Prato, Pisa e Biella, con la collaborazione del personale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, la finanza aveva pertanto sequestrato 19 immobili, 15 autoveicoli e 53 fra conti correnti e altri strumenti finanziari, oltre a quote societarie e complessi aziendali. Ora, come detto, è arrivata a termine anche l’attività di carattere fiscale da parte delle fiamme gialle, impegnate nel contrasto delle frodi fiscali ai fini Iva e nel settore delle accise. La società pesciatina emersa nelle operazioni denominate Gasoline Free e Gasoline Free 2, aveva attuato un articolato sistema di evasione finalizzata all’illecita commercializzazione di prodotti petroliferi per autotrazione, perpetuata dal 2014 al 2019.

Minuziosa in seguito l’attività svolta sinergicamente per i rispettivi profili di competenza dalla Guardia di finanza di Montecatini e dall’agenzia delle dogane e dei monopoli che, attraverso l’analisi economica contabile, hanno constatato, complessivamente, un’evasione dell’imposta sul valore aggiunto per circa 86 milioni di euro. —

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