Sicurezza
Matrimoni ed eventi «Protocolli da rivedere o per noi sarà la fine»
MONTECATINI. In vista della manifestazione nazionale del 6 maggio a Roma “ La voce del Popolo”, senza bandiere di categoria e senza vessilli politici, Apit Italia punta il dito sulla questione dei matrimoni e degli eventi privati. «Un settore completamente escluso dall’ultimo decreto del governo Draghi – dice Massimo Gervasi presidente regionale dell’associazione – e dimenticato da oltre 14 mesi. Sono previste riaperture per ristoranti, musei, cinema, spiagge, stadi. Ma i matrimoni? Nemmeno nominati. Nel 2019 il giro d’affari legato agli eventi parlava di oltre 60 miliardi di euro (dati di Federmep) ma nel 2020 ha subito un calo di fatturato del 90%. La filiera legata al comparto è variegata: location, catering, sartorie, fiorai, fotografi, parrucchieri, wedding planner, artigiani, musicisti, solo per citarne alcuni. A rimanere ferme sono circa 90mila aziende e partite Iva, di cui almeno 50mila solo per i matrimoni».
Secondo il pievarino Ugo de Simone, presidente provinciale di Apit Italia, «il “wedding” toscano, anche in ottica valdinievolina, è diventato un “must” per tante coppie di tutto il mondo, Vip in testa. Però ora siamo veramente al limite del collasso. Il presidente della Regione si deve fare portavoce della discriminazione settoriale, sociale ed economica di questo comparto, fermo di fatto dal primo Dpcm del 4 marzo 2020. L’ultima richiesta venne fatta dalla conferenza Stato-Regioni, ma i matrimoni non sono mai stati inseriti nel decreto legge». In chiusura l’intervento di Alberto Irmeni, associato Apit e conosciuto professionista del settore fotografico: «Con un protocollo che prevede limitazioni molto più restrittive rispetto a quelle di qualsiasi altro settore (come obbligo di indossare la mascherina Ffp2, distanziamento di 2 metri tra i tavoli mentre nei locali è di un metro), presenza di un Covid manager ogni 50 persone, censimento dei partecipanti, numero di invitati limitato, divieto di ballo) è chiaro che nessuno vuole più sposarsi. Si chiede semplicemente che tale protocollo venga riesaminato». —
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