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«Sono scoraggiato» Il sindaco Giurlani medita di dimettersi

«Sono scoraggiato» Il sindaco Giurlani medita di dimettersi

28 aprile 2021
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PESCIA. «Sto maturando la decisione di dimettermi e di chiudere questa partita». Ad annunciarlo è il sindaco sospeso Oreste Giurlani nella sua consueta diretta su "Piazza Grande", il canale virtuale attraverso il quale non ha mai rinunciato in questi mesi, a tenere il contatto con i cittadini nonostante la sospensione dalla carica, aggiornandoli sulla situazione Covid, le questioni del Comune e all'occorrenza anche sulla propria vicenda giudiziaria.

Così, nella diretta di lunedì, gli ultimi minuti sono stati dedicati alla decisione dei giudici di non accogliere il reclamo, presentato dai suoi avvocati, al mancato reintegro deliberato a febbraio. L'ennesima batosta alla quale però Giurlani si rimette, sostenendo la necessità, ad un certo punto di dover dire basta. Da qui il proposito sulle dimissioni. Ma non nasconde il suo scontento di fronte alla condizione in cui versa attualmente il Comune e la delusione nei confronti della propria squadra. «Un conto è esserci, un conto è non esserci» puntualizza per sottolineare come l'impossibilità da parte sua di gestire la macchina amministrativa abbia prodotto negli ultimi mesi un bel po' di caos. «Penso sia sotto gli occhi di tutti la differenza tra prima e dopo» ribadisce, riferendo la reazione della gente che lo chiama arrabbiata e poi ancora citando la situazione vaccini, quanto è accaduto con il Cup, la città sporca, le luci fulminate e ancora il caos parcheggi. Non è una decisione definitiva, puntualizza sul finale. Forse per quella attenderà il 13 maggio, quando si svolgerà in tribunale l'udienza, l'ennesima, sulla sospensione della carica. Quella che entrerà "nel merito" della questione e non sull'urgenza della stessa. La sentenza definitiva. Se Giurlani dovesse dimettersi, come annunciato, il consiglio decadrebbe e si andrebbe a nuove elezioni. Da un lato Giurlani sembra auspicarlo, evocando una figura di sindaco che governi senza il peso di una spada di Damocle sulla sua testa, dall'altro si commuove ricordano le 8600 firme di coloro che hanno chiesto che lui torni ad amministrare la città. —

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