Sicurezza
Un anno senza Sirio E la vicesindaca va a fare visita a moglie e figlio
Omaggio alla memoria di un uomo che ha portato nel mondo il nome di Montecatini Terme con l’orgoglio delle sue origini
Martina Zannelli
Montecatini. Il 20 aprile 2020 ci lasciava Sirio Maccioni, uno dei ristoratoriitaliani più conosciuto al mondo. Per ricordare questo nostro grande concittadino ieri la vicesindaca Francesca Greco è andata a villa Maccioni in via Baragiola per un saluto alla moglie Egidiana, commossa nella circostanza, e al figlio Mauro. Un atto dovuto a nome del Comune e dei suoi abitanti.
Nato a Montecatini Terme, classe 1932, Sirio decise di lasciare la sua città natale per cercare una vita migliore. Si trasferì prima in Francia, a Parigi, città in cui ottenne il suo primo lavoro e in cui conobbe il monsummanese Yves Montand, con cui strinse una forte amicizia.
Dopo una formazione in Francia e Germania, negli anni Cinquanta approdò negli Stati Uniti, dove nel 1974 aprì il suo celebre “Le Cirque” al Mayfair Hotel di New York. Successivamente, nel 1997, trasferì il suo locale – “Le Cirque 2000” – nel Palace Hotel, sempre a New York.
Assieme alla moglie Egidiana e ai figli Mario, Marco e Mauro, Sirio ha dato vita ad uno dei locali più conosciuti al mondo in cui poter apprezzare e conoscere la cucina italiana. In pochissimo tempo diventa anche uno dei ristoranti maggiormente frequentati da persone di grandissimo rilievo: da quasi tutti i presidenti degli Stati Uniti a Papa Giovanni Paolo II, passando per i più grandi attori e registi, statunitensi e non.
Quello che Sirio proponeva era un mix tra cucina francese e italiana e proprio dall’Italia – e in particolare dalla sua Toscana – riusciva a farsi arrivare i migliori prodotti, apprezzatissimi dagli americani.
Quella di Maccioni, come per tanti altri italiani in quegli anni, non è stata una storia di vita semplice: partito dal niente è riuscito, con tanta fatica, passione e dedizione, a trovare il suo posto nel mondo, a vedere realizzati i sogni per cui ha lottato una vita intera e per cui ha dovuto fare tanti sacrifici, primo fra tutti quello di dover lasciare la sua Montecatini.
Ma, nonostante i numerosi viaggi e la decisione – prima di tutto per lavoro – di vivere in America, Sirio non ha mai dimenticato le sue origini: «Avere il senso delle proprie origini è fondamentale – affermava – significa avere una “casa”, un luogo a cui sono legati i ricordi. Per questo io mi sento prima di tutto italiano, toscano, montecatinese. Poi, dopo, anche americano».
E questo suo sentimento lo ha dimostrato tante volte, anche solo tornando ogni anno in via Baragiola a trascorrere una parte di estate. —
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