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Montecatini

Cene all’aperto? Fa ancora freddo e poi in tanti non hanno spazio

Simona Peselli
Giacomo Giovannini, titolare della omonima pasticceria di corso Matteotti (foto Nucci)
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Giacomo Giovannini, titolare della omonima pasticceria di corso Matteotti (foto Nucci)

Risposta “tiepida” degli esercenti agli annunci del governo. Ma c’è anche chi la considera comunque una ripartenza

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MONTECATINI. Il coprifuoco si sposterà alle 23? Tavoli fuori sì e dentro no? Si potrà riaprire dal 26 aprile? Baristi e ristoratori attaccati al computer per captare le ultime novità sulla parziale libertà che da lunedi prossimo potrebbe cambiare molti scenari.

In piazza 20 Settembre si scaldano i fornelli. «La possibile riapertura è una notizia che aspettavamo con ansia da molto tempo – dice Claudio Chimenti, proprietario ristorante Corsaro Verde –. Siamo felicissimi di poter ricominciare. Chiaramente la limitazione degli spazi esterni, se per qualcuno può andare bene, per molti altri è un vincolo che esclude la riapertura. A meno che, e speriamo possa avvenire, non ci siano delle concessioni almeno in questo periodo» .

Concessioni provvisorie di suolo pubblico gratuito da parte dell’amministrazione comunale. «È quello che auspichiamo – prosegue Chimenti – ma può succedere che manchi lo spazio necessario e diventa impossibile da attuare. Per cui è una cosa che diluisce nel tempo la possibile apertura. Intanto la accogliamo certamente con favore ed entusiasmo. Non sarà la risoluzione dei problemi, ma certamente rappresenta un inizio».

C’è il problema del clima, siamo a fine aprile. «Ci possono essere bellissime giornate all’ora di pranzo, ma la sera no – chiarisce Chimenti –. Un conto è un bar dove prendi un aperitivo, ma fare una cena... All’aperto di sera una persona dopo un’ora che sta seduto a tavola si ghiaccia. La sera non è piacevole in questo momento. Non siamo d’estate. È tutto un’incertezza. Speriamo che sia l’inizio per rientrare in una situazione normale».

In via San Martino Fabio Cenni, proprietario del ristorante “La pecora nera” aspetta notizie certe. «Per ora i protocolli non sono ancora stati definiti, ci stanno lavorando le Regioni e le associazioni di categoria – dichiara Cenni –. Ma purtroppo non hanno ancora specificato nulla. Dicono che dal 26 aprile le regioni in giallo potranno riaprire all’aperto. Non penso che in Toscana riusciremo a farlo».

Il freddo è la prima preoccupazione. «Con il clima che c’è adesso la cena fuori non è possibile – specifica Cenni –. Se queste saranno le regole bisognerà aspettare fine maggio quando le temperature saranno più gradevoli».

Le associazioni di categoria parlano chiaro. «Riaprire solo le attività che hanno i tavolini all’esterno significa prolungare il lockdown per oltre 116 mila pubblici esercizi. Quasi la metà dei bar e dei ristoranti della penisola non è dotato di spazi all’aperto. Se questo è il momento del coraggio, che lo sia davvero. I sindaci mettano a disposizione spazio extra per le attività economiche che devono poter apparecchiare in strada ed evitare di subire la beffa di vedere i clienti seduti nei locali vicini».

Così ha dichiarato Fipe Confcommercio all’indomani dell’annuncio di una parziale riapertura dei locali.

Intanto in centro Giacomo Giovannini, titolare della omonima pasticceria, non usa mezzi termini. «Bisognava organizzarsi diversamente da un anno. Ogni locale è una realtà a sé. Certi esercizi hanno strutture talmente grandi che non servivano le imposizioni dei colori – dice Giovannini – piuttosto un controllo di ogni esercizio per verificare la potenzialità di ciascuno. Considerando le entrate, le uscite, le distanze. Stabilire quante persone ci potevano stare dentro. Con sanzioni severe».

La pasticceria Giovannini non ha spazi esterni. «Restiamo aperti con l’asporto – risponde – metterò cinque tavoli esterni come avevo questa estate. È un miglioramento, ma non una soluzione» . —

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