Il dolore
Brindisi al ponte all’Abate a senso unico da un anno
Residenti e commercianti di Pescia usano l’ironia per riportare all’attenzione un problema serio di cui non si conosce la soluzione
Luca Signorini
Pescia. L’amaro calice da buttare giù per un ponte che da un anno è a mezzo servizio, con il rischio che i divieti da temporanei diventino definitivi e che la strada ceda.
Sul ponte all’Abate il brindisi a spumante di residenti e commercianti – presenti anche alcuni consiglieri comunali dell’opposizione pesciatina – fa da scherno e monito a Regione Toscana (che ha la proprietà della regionale Lucchese) e Provincia di Pistoia (che ne ha la gestione): non dimenticatevi di lui. Allo stato dell’arte sembra proprio che se lo siano dimenticati.
«La relazione strutturale, quella che indica i lavori da fare e i costi, doveva essere depositata dalla Provincia entro il 31 gennaio, io il 20 gennaio ho fatto l’accesso agli atti – spiega Giancarlo Mandara, consigliere di “Voltiamo pagina” – naturalmente di questa relazione strutturale non si è mai saputo nulla. Ho dunque sollecitato di nuovo gli uffici, ma ancora niente».
Era il 16 aprile 2020 – in pieno lockdown – quando è scattato il senso unico alternato di marcia sopra il fiume Pescia, appena fuori dall’abitato di Collodi, crocevia di tir e pendolari in auto. Provvedimento precauzionale. Tra le misure, anche il divieto di transito dei camion, poi consentito dopo un paio di mesi (a giugno) ai mezzi pesanti fino a un carico massimo di 26 tonnellate. I cartelli ci sono da allora. Dopo un sopralluogo, le prove di carico – affidate al dipartimento di Ingegneria dell’Università di Pisa e al Laboratorio per le esperienze sui materiali da costruzione – avevano escluso eccessivi rischi per la sicurezza dell’infrastruttura, non escludendoli del tutto. Dovevano essere effettuate ulteriori valutazioni tecniche sui pilastri, mai compiute. A un anno di distanza dall’introduzione dei divieti alla circolazione, rimane dunque l’interrogativo sulla reale stabilità del ponte. La questione è finita anche al centro di un’interrogazione presentata dalla consigliera regionale della Lega Luciana Bartolini. Non si conosce la risposta.
Dice Mandara: «Spesso i camion violano il divieto, altrimenti sarebbero costretti ad allungare il tragitto di 15 chilometri prendendo l’autostrada a Chiesina Uzzanese. E con il semaforo a tre tempi, visto il restringimento della carreggiata, si formano di frequente lunghe file. A volte l’attesa arriva anche a 20 minuti». Disagi in serie sulla ribattezzata Pesciatina – tra Pescia e Lucca – assai frequentata e già di per sé non proprio sicura. Fosse una strada secondaria (e non sarebbe certo una giustificazione), è invece il collegamento tra due province, nella zona delle cartiere. Il timore di molti è che il senso unico sul ponte all’Abate resti a tempo indeterminato. E che il logoramento della struttura prosegua senza che nessuno intervenga. Il brindisi vale come pacifica richiesta affinché questo non succeda. –
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