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Tutto fermo: si vive alla giornata al Padule di Fucecchio

Luca Signorini
Tutto fermo: si vive alla giornata al Padule di Fucecchio

A rischio le consuete iniziative proposte durante la bella stagione per promuovere l’area umida  e aprirla ai visitatori

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Luca Signorini

MONSUMMANO. Intorno al Padule di Fucecchio e al Centro di ricerca e documentazione non succede niente. Ed è ciò che preoccupa anche in previsione di una ripresa normale delle attività, nel post Covid (si spera nell'estate). In pratica, allo stato dell'arte, sono a rischio tutte le consuete iniziative proposte durante la bella stagione per promuovere l'area umida e aprirla ai visitatori. Per chi crede nel rilancio del territorio a fini turistici, la circostanza non può far piacere. È tutto fermo insomma all'ultima assemblea dei soci del Centro di ricerca, convocata in extremis il 28 dicembre per approvare il bilancio (il consuntivo 2019 ha una perdita di 18.000 euro). L'associazione onlus ha ottenuto una proroga di un anno dalla Regione Toscana per la gestione delle riserve naturali Morette, Righetti e La Monaca, del centro visite di Castelmartini e dell'Osservatorio delle Morette a Larciano. Ma si vive alla giornata. Perché non è ancora operativa – doveva esserlo dal 1° gennaio – la convenzione per lo spezzatino dei beni del Padule firmata a ottobre tra nove Comuni rivieraschi (Altopascio, Larciano, Ponte Buggianese, Fucecchio, Cerreto Guidi, Chiesina Uzzanese, Pieve a Nievole, Monsummano e Lamporecchio), il Consorzio di bonifica Basso Valdarno e la Regione. Insomma è tutto fermo. Per questo da più parti ci si chiede quale sarà il futuro dell'area palustre interna più grande d'Europa. Il Movimento 5 Stelle per esempio ha presentato una interrogazione in consiglio regionale, tre le questioni: «Con quale atto formale attualmente opera il Centro di ricerca, e per quali motivi, se così fosse, si è ritenuto di escludere questo soggetto dai compiti gestionali che gli erano stati affidati con profitto per oltre 20 anni; quale eventuale soggetto alternativo si ritiene di coinvolgere per far fronte alla necessità di competenze tecniche gestionali specifiche; che destino avranno i due dipendenti, i collaboratori professionisti e i numerosi volontari che operano per il Centro?». Anche Alberto Bruzzani, membro del cda della onlus per conto del Comune di Monsummano, afferma «di voler sollecitare delle risposte, in quando dopo l'ultima assemblea non ho più avuto notizie. Non è stato ancora affrontato il tema del futuro dell'area umida». Poi ci sono gli Amici del Padule di Fucecchio, che segnalano atti vandalici e degrado intorno all'area umida. «Ci chiediamo perché continuare a rimandare e ostacolare una soluzione che consenta di recuperare e valorizzare quegli elementi di buona gestione apprezzati per molti anni – scrivono – perché il coinvolgimento dei Comuni, a cui nessuno si oppone, deve avvenire spazzando via chi ha fatto un buon lavoro, operando con passione, competenza e spirito di inclusione?». Il futuro è incerto. —

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