Il Tirreno

Montecatini

Il sindaco Baroncini 

«La zona arancione? Ce la siamo meritata e senza fare chiusure»

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MONTECATINI. La Toscana, ma non tutta torna arancione. Il sindaco Luca Baroncini è soddisfatto del primo passo verso un ritorno alla normalità. «I dati parlano chiaro. Basta contare i numeri dei contagi delle ultime settimane. Ci meritiamo ampiamente di essere in arancione anche numericamente, oltre che per durata del sacrificio. Alcune zone, con numeri di contagi settimanali per 100 mila abitanti superiori a 250, resteranno rosse. Ma la provincia di Pistoia, dopo sei settimane torna in arancione grazie all’indice di contagio di 221 positivi settimanali ogni 100 mila abitanti. Sono contento dei dati del nostro comune, che a fronte di un numero medio della Valdinievole di 238 conta sul valore di 152, al di sotto della soglia per le zone rosse prevista dal Ministero (pari appunto a 250). In questo contesto fa piacere osservare i dati di Montecatini. Un risultato che potrebbe far sperare anche al ritorno a una zona gialla».

Baroncini è certo che questo sia un risultato guadagnato sul campo. «Il comportamento dei nostri cittadini è stato esemplare e responsabile. Abbiamo scelto una linea di non chiudere parchi, giardini e di non smontare le panchine. La politica che abbiamo adottato, quella della corresponsabilizzazione della cittadinanza, ha pagato moltissimo in termini di comprensione dell’importanza del rispetto delle normative. I montecatinesi hanno rispettato le regole».

Un traguardo che non è un “liberi tutti”, anzi. «Adesso, però, non voglio che passi il messaggio che si può abbassare la guardia – aggiunge il sindaco –. Le norme sono chiare, non interpretabili. Devono essere rispettate. Ricordo a tutti che è fondamentale seguirle. Coloro che non lo fanno saranno sanzionati come prevede la normativa. Le forze dell’ordine e la polizia municipale continueranno i loro controlli». La protezione civile comunale proseguirà ad aiutare nei week end la popolazione girando per le principali piazze e giardini per ricordare il divieto di assembramento e l’obbligo di indossare correttamente la mascherina. —

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