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La polemica 

«Sindaco vaccinato: ma va sulle ambulanze?»

«Sindaco vaccinato: ma va sulle ambulanze?»

Il gruppo Sì Amo il Ponte torna sulla vicenda di Nicola Tesi e chiede chiarimenti dopo la risposta data all’interrogazione

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Ponte Buggianese. Non si placano le polemiche a Ponte Buggianese in merito alla vaccinazione anti covid somministrata al sindaco Nicola Tesi. La vicenda risale a circa un mese fa, quando durante lo screening di massa legato all’iniziativa “territori sicuri” fu lui stesso a dichiarare la sua «inaspettata positività al coronavirus in quanto soggetto che aveva già ricevuto la completa vaccinazione».

Chiese quindi al Dipartimento di prevenzione dell'Asl di eseguire un ulteriore tampone molecolare per verificare se avesse contratto una variante, ma il tampone risultò negativo. Probabilmente il vaccino aveva espulso il virus e già dal tampone fatto il giorno successivo Tesi risultava negativizzato ma rimase comunque in quarantena fino al 10 marzo. A quella data, termina, diciamo, l’anamnesi sanitaria per lasciare il posto alla querelle attuale, a cui si riferisce la nota del gruppo consiliare “Sì Amo il Ponte”.

«Dopo ben 25 giorni – dice – il sindaco Nicola Tesi ha risposto alla nostra interrogazione consiliare giustificando il fatto di essere stato vaccinato in quanto appartenente, come cittadino e non come sindaco, ai soggetti specificati nella fase 1. Tale fase identifica e comprende gli operatori sanitari e socio sanitari, gli operatori della rete emergenza-urgenza, i volontari addetti al trasporto pazienti, il personale/ospiti di Rsa e strutture socio assistenziali e gli anziani over 80».

«Entrando nel dettaglio – prosegue il documento abbiamo appurato che per operatori sanitari e socio sanitari o facenti parte della rete emergenza-urgenza si intende identificare i soggetti accreditati, i quali prestano il proprio servizio in prima linea e che non possono evitare il contatto fisico. In buona sostanza stiamo parlando di quelle persone che provvedono a salvare vite operando fattivamente nei centri sanitari o sulle ambulanze».

«Detto ciò, considerando che nella nostra regione quotidianamente emergono casi destinati a generare dubbi e perplessità e che viviamo in un piccolo paese dove tutti notano tutto – conclude il comunicato –, ci chiediamo se il sindaco realmente presta assiduo servizio nelle modalità sopra indicate . Vorremmo ci fornisse una risposta chiara, puntuale, pubblica ma soprattutto doverosa che avvalori quanto da lui dichiarato. Riteniamo fortemente che l’intera comunità pontigiana, ma soprattutto gli individui più deboli che ancora non sono stati vaccinati, meritino chiarezza su un tema così delicato».

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