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Montecatini

manifestazione a Monsummano 

Scende in piazza Giusti la rabbia degli esclusi dal lavoro

Martina Zannelli
Scende in piazza Giusti la rabbia degli esclusi dal lavoro

Commercianti, ambulanti ristoratori e rappresentanti dello sport uniti nel chiedere di poter tornare alle loro attività. Ristori insufficienti

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Martina Zannelli

Monsummano. Una manifestazione definita “apolitica”, organizzata attraverso il passaparola e alla quale hanno aderito diverse categorie lavorative: ristoratori, commercianti, rappresentanti del mondo culturale ma anche semplici cittadini. È quello che è successo ieri pomeriggio i piazza Giusti. Il motivo principale che ha spinto a scendere in piazza nel giorno di Pasquetta è la rabbia nel vedere, a distanza di un anno, che nulla è cambiato. A molti di loro gli aiuti promessi non sono arrivati, oppure non sono sufficienti a coprire le perdite subite. «La gestione dell’emergenza Covid si è rivelata fallimentare e viola la Costituzione e la libertà individuale dei cittadini, distruggendo l’economia locale. Ecco perché molti hanno deciso di aderire alla manifestazione», spiega Andrea Buonamici, uno degli organizzatori.

Per i ristoratori si è trattato della seconda Pasqua in lockdown. «Adesso ci troviamo davvero in seria difficoltà – spiega Giacomo Ferretti, proprietario de “Il Maialetto” – abbiamo bisogno di non pagare le tasse, ci devono sostenere in qualche modo. Ai miei ragazzi hanno dato solo 250 euro in tre mesi, i loro occhi mi chiedono una cosa semplice: poter lavorare. Ma io non so cosa rispondere e mi dispiace vedere la mia comunità così colpita».

Oltre ai ristoratori e ai commercianti, un altro settore che è stato seriamente penalizzato è stato quello sportivo: «Lo sport è fondamentale per la corretta crescita dei ragazzi perché, oltre a formarli fisicamente, aiuta loro ad avere delle regole. Ed è per questo che dobbiamo ripartire il prima possibile, sono fermi ormai da troppo tempo», afferma Matteo Luzzi. Accanto a tutte queste categorie, si sono uniti anche ambulanti e giostrai: «Non chiediamo molto, solo di poter lavorare perché è quello che dà dignità alle persone. Non possiamo più andare avanti così e anche la mancanza di socializzazione per chi, come noi, è abituato a stare in mezzo alla gente, sta diventando pesante», spiega Francesco Ambrosio, ambulante di biancheria.

Sulla stessa linea di pensiero Luca Moruzzi, titolare della ruota panoramica di Montecatini ed esercente degli spettacoli viaggianti: «La nostra è una delle attività più colpite e a oggi siamo al tredicesimo mese senza lavoro, abbiamo avuto un piccolissimo respiro solo nei mesi estivi. Abbiamo già fatto quattro manifestazioni a Montecitorio e l’unica risposta è stata quella di aspettare i ristori. Che, però, sono insufficienti».

Accanto ai lavoratori e ai cittadini sono scesi anche i rappresentanti politici, tra cui Monica Marraccini, assessore alle Attività produttive: «Siamo vicini a tutti coloro che stanno manifestando e speriamo che la vostra voce venga ascoltata». E Patrizio La Pietra, senatore di Fratelli d’Italia: «Dobbiamo convincere il governo a far lavorare le persone in sicurezza e a fare in modo che ricevano i giusti compensi». –

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