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In Basilica i funerali di Roberto Riccomi

S. P.
In Basilica i funerali di Roberto Riccomi

Pagliai «Ha concluso il suo calvario su una panca in tribunale» Per il Partito socialista «è stato punto di riferimento dei partiti»

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MONTECATINI. Oggi alle 15 alla Basilica di Santa Maria Assunta, in piazza del Popolo a Montecatini l’ultimo saluto a Roberto Riccomi, 67 ann, i morto d’infarto in tribunale durante un’udienza. L’amico fraterno Giampaolo Pagliai vuole ricordarlo così. «Roberto Riccomi ha concluso il suo calvario su una panca di tribunale, giovedì prima di Pasqua. Lui, figlio di Lenio e nipote dello zio Stalio è stato un uomo buono e generoso, nato ricco e morto povero per la sua passione e per i suoi ideali di socialista. Sempre sorridente, era amico di tutti, mi chiamava scherzosamente e con affetto “professore”. Era sempre disponibile a dare una mano a chiunque ne avesse bisogno. Ha passato gli ultimi dieci anni schiacciato da una croce enorme. Non era sindaco, non era assessore e nemmeno consigliere del comune di Pistoia, ma dirigente di un partito che contava e pesava come il due di briscola. Ma qualcuno ha creduto che fosse lui a ordire la trama del malaffare nella gestione dei lavori pubblici del nostro capoluogo. Chi ha conosciuto bene la realtà delle cose e dei fatti non può non credere a questa teoria lui sapeva e tutti gli altri potevano non sapere. Nella sua vita si è sempre impegnato per il bene di Montecatini e tutto il territorio pistoiese. Come operatore turistico aveva valorizzato Montecatini ponendola all’attenzione della classe medica organizzando la partecipazione alle Olimpiadi della medicina con migliaia di medici italiani».

Anche dal Partito socialista provinciale arriva un affettuoso saluto a Riccomi. «Esponente del Psi pistoiese, toscano e nazionale, figlio di uno storico sindaco di Montecatini, ha rappresentato la continuità della presenza socialista nella realtà locale – scrive – nella società e nelle istituzioni. Per anni punto di riferimento nei rapporti tra le forze politiche con la sua lucida e ampia visione della realtà sociale, con il suo metodo fatto di equilibrio e correttezza. Nella sua visione sempre razionale c’è il rispetto delle regole del fare politica, della lealtà con gli amici e avversari. Sempre attento, tutti lo consultavano. In questi anni ha dovuto coniugare la sua attività con la difesa in lunghi procedimenti giudiziari. Con la sua calma, lo stile e accettazione delle regole della giustizia. Mai è emerso un suo interesse personale, bensì la figura di un uomo legato a Pistoia e alla Valdinievole. Alla sua famiglia il nostro affettuoso pensiero». –

S. P.



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