Sicurezza
Al centro della maxi-inchiesta Una condanna, un’assoluzione
PISTOIA. La linea d’ombra nella vita di Roberto Riccomi porta una data precisa, quella dell’11 giugno 2012: quel giorno fu tra i 23 arrestati dalla Digos di Pistoia nel primo atto pubblico dell’inchiesta che poi avrebbe preso il nome di “Untouchables”: una gigantesca storia di corruzioni e turbative d’asta, con decine di appalti pubblici pilotati per finire nelle mani di imprenditori amici. E lui, Riccomi, pur non avendo nessuna carica amministrativa, secondo gli inquirenti era il vero punto di riferimento della “cupola” che a Pistoia pilotava le gare. Naturalmente lui respinse le accuse e ridimensionò il suo ruolo. Ci vollero cinque anni, tra conclusione dell’inchiesta e processo, per arrivare ad una prima sentenza, il 20 gennaio 2017. Il pm Francesco Sottosanti aveva chiesto per l’esponente socialista una pena di otto anni ; il tribunale decise per un anno e otto mesi. Ma – soprattutto – negò l’esistenza di una associazione a delinquere. E a questo punto anche il ruolo di Riccomi ne venne di conseguenza ridimensionato. Complessivamente, il tribunale di Pistoia inflisse sedici condanne per l’inchiesta “Untouchables”. L’anno dopo la Corte di appello di Firenze alleggerì la pena per Riccomi, portandola ad un anno e sei mesi. Nel luglio 2019 la Cassazione confermò cinque delle tredici condanne superstiti, e tra queste anche quella di Riccomi.
Ma in quello stesso 2019 Riccomi aveva ottenuto anche una sentenza favorevole dal tribunale di Pistoia. Il 30 gennaio l’esponente socialista fu assolto dall’accusa di tentato abuso d’ufficio per gli incarichi affidati ad un ex tecnico della Provincia in relazione ai Mondiali di ciclismo 2013. Assolta, con lui, anche l’allora presidente della Provincia Federica Fratoni.
Terzo capitolo delle vicende giudiziarie che hanno visto in questi anni Riccomi protagonista, quello relativo alle accuse di frode fiscale e bancarotta fraudolenta per il fallimento, nel 2012, della sua agenzia di viaggi, la Fraben Travel. Riccomi fu rinviato a giudizio nel l’aprile 2016 insieme all’ex assessore di Pistoia Piero Giovannini. E proprio una delle ultime udienze di questo processo gli è stata fatale. —
F.C.
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