Il Tirreno

Montecatini

prossima apertura 

Ci sarà profumo di Londra nel nuovo locale “Acqua Montecatini”

Simona Peselli
Il direttore Alessio Favini ha maturato esperienza lavorando all’Artesian Bar
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Il direttore Alessio Favini ha maturato esperienza lavorando all’Artesian Bar

Il futuro direttore Alessio Favini racconta la sua esperienza all’Artesian bar. «Non vogliamo imporre le mode inglesi ma aprire un bar dove si sta bene»

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Simona Peselli

MONTECATINI. Arriva da Londra e si è fatto le ossa lavorando al Langham hotel e all’Artesian bar. Alessio Favini sarà il nuovo direttore di Acqua Montecatini, il nuovo locale di viale 4 Novembre. L’apertura, lockdown permettendo, è prevista per i primi giorni di maggio. Intanto Alessio Favini racconta il suo percorso professionale.

«A Londra nella squadra coprivamo sala, accoglienza clienti e servizio bar. La differenza con l’Italia è la mentalità. Lassù c’è il culto del bere bene. La gente quando arrivava da noi aveva la stessa idea di quando si va in un ristorante stellato per provare un’esperienza. Ma invece che in un piatto volevano provarla in un cocktail e in un drink».

Sperimentazioni e novità. «Ogni anno – continua Favini – proponevamo una “drink list” diversa, con differenti concept. L’ultima in pandemia era dedicata al minimalismo, una corrente di pensiero da trasmettere all’interno di un cocktail inizialmente semplice e minimale, con guarnizioni sobrie e solo dove erano necessarie. La parte speciale doveva stare all’interno del bicchiere che all’apparenza era semplice ma in sostanza racchiudeva un lavoro molto laborioso».

Drink creati in laboratorio con centrifughe per separare la parte liquida da quella solida. Procedimenti che presto prenderanno forma sul bancone del nuovo locale. «La mia idea per Acqua Montecatini non è quella di portare qui la mentalità londinese, perché occorrerebbe troppo tempo e le mode non si possono imporre, ma piuttosto aspettare il tempo necessario. Voglio importare il servizio, l’accoglienza, la cura del dettaglio, la gentilezza, tutti quei particolari che hanno reso famosi nel mondo gli italiani. I nostri cocktail saranno certamente particolari, ma tutto ciò che verrà fatto sarà all’interno di un percorso che farà evolvere gradualmente il nostro locale».

Al lavoro una squadra giovane e dinamica. «Mi piace la mentalità di un team dove chi lavora è unico e tutti devono saper fare tutto – continua il direttore – tutti dovranno essere in grado di saper fare i soliti drink accontentando i clienti. La gente non deve venire per bere il mio drink, non sono io il protagonista, ma lo è il bar e lo sono i clienti stessi. L’ambiente deve essere in grado di far star bene.

Il giorno esatto dell’inaugurazione ancora non è fissato. «Dipende – conclude Favini – siamo vincolati dal governo, in base a quello che ci permetteranno di fare. I lavori stanno procedendo a gonfie vele. Il cantiere è in pieno fermento, sarà un locale molto, molto bello, con la cura del dettaglio. Vogliamo fare del bene alla città, essere positivi. In un momento di crisi in cui le aziende chiudono noi investiamo per dare un’offerta in più alla gente, per rendere questa strada ancora più forte e dinamica e risollevare il morale delle persone».

I camion dell’arredamento continuano a scaricare. In piena zona rossa e con un futuro economico e turistico molto incerto, tutto questo fermento fa bene agli occhi e al cuore. Operai al lavoro e voglia di andare avanti, nonostante tutto. –

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