Toscana
Una maxi discarica abusiva nell’area protetta
L’assessore: «Qualcuno ha ripulito una cantina o un magazzino. E purtroppo stavolta non sono servite le telecamere»
Simona Peselli
MONSUMMANO. Una distesa maleodorante di sacchi neri, bottiglie e tutto quello che di disgustoso può nascondere l’immondizia abbandonata senza vergogna in un luogo incantevole come la strada di campagna che porta verso la zona protetta del Bottaccino. Dal comune di Monsummano è partito subito l’intervento per la rimozione insieme ad Alia e agli ignari proprietari del terreno.
«Cerchiamo di prevenire l’abbandono con il monitoraggio delle telecamere nei luoghi in cui nel tempo sono stati trovati degli abbandoni, nei posti più bui, vicino alle campane del vetro o a quelle degli abiti usati», spiega Libero Roviezzo, assessore all’Ambiente di Monsummano.
Uno spiegamento di telecamere mobili posizionate nei punti strategici. «Qui non sono tornati nuovamente nei giorni successivi – aggiunge Roviezzo –. Non è sempre facile trovare chi abbandona. Sono arrivate delle nuove telecamere mobili oltre a quelle fisse. Al Bottaccino c’è stato un grosso scarico, ma ci vorrebbe un grosso occhio elettronico per coprire tutto il territorio. Hanno fatto proprio uno scarico, probabilmente qualcuno che ha ripulito un magazzino o una cantina».
La buona notizia è che non si tratta di rifiuti pericolosi. Quella cattiva è che la polizia municipale ha guardato dentro i sacchi, ma purtroppo non ha trovato indizi sui responsabili. «Sono molto furbi rispetto a un tempo – commenta l’assessore –, quando lasciavano scontrini o altre tracce, intestazioni di carte fedeltà dei supermercati, oppure fogli di calendari con numeri di cellulare».
Per scovare chi ha il vizietto dello scarico facile ci sono altri sistemi. «Stiamo facendo un altro tipo di operazione controllando gli iscritti ad Alia e incrociando i dati verifichiamo chi ha ritirato il kit per la raccolta differenziata. Oggi la residenza ti viene data se hai ritirato il kit, c’è poi chi è regolarmente iscritto e che paga anche la spazzatura, ma non ha mai preso il bidone del grigio, dell’organico e della plastica. E sono già partite le sanzioni dai 100 ai 400 euro circa, perché la domanda è: dove butti la spazzatura?». C’è l’idea che molti non chiamano, se non in regola con i pagamenti.
«Chi ha da buttare rifiuti ingombranti, anche se è moroso – dice Roviezzo – può rivolgersi al servizio di Alia. Se un cittadino è iscritto, e non ha pagato, perché purtroppo in questo anno Covid non ha lavorato, se chiama Alia il servizio viene e funziona lo stesso». Un televisore, un frigorifero vecchio, un grande elettrodomestico, mobili, uno specchio rotto, un rifiuto ingombrante può essere portato direttamente all’isola ecologica di Monsummano, basta presentarsi indossando un gilet, mascherina e guanti.
«All’ingresso – spiega Roviezzo – basta dichiarare il nome e ti indirizzano a scaricare nei vari conteiner. Altrimenti serve aspettare che vengano a casa a ritirare gratis. L’amministrazione combatte chi si muove di notte e di nascosto». —
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