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Castelvecchio attende risposte da 12 anni

Maria Salerno PESCIA.
Castelvecchio attende risposte da 12 anni

L’ex presidente della Misericordia torna a sollevare la questione del cimitero del paese, già segnalata nel lontano 2008

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Possibile che il cimitero di Castelvecchio sia l’unico per cui il Comune di Pescia non riesca a trovare risorse? A sollevare la questione è Anselmo Flori, ex presidente della Misericordia di Castelvecchio, che per tanti anni si è interessato delle problematiche della piccola comunità della Valleriana e continua a farlo, anche ora che non ricopre alcuna carica.

Era il 2008 quando proprio lui segnalava all’allora giunta municipale guidata dal sindaco Antonio Abenante l’impossibilità di nuove sepolture nel cimitero locale a causa della mancanza di loculi disponibili. Dopo qualche settimana il sindaco rispondeva che relativamente all’ampliamento del cimitero erano stati attivati gli uffici competenti attraverso uno studio di fattibilità.

«Questa è una fase di ricerca di potenziali finanziamenti da aggiungere alle risorse esistenti – si legge in quella risposta datata 25 novembre 2008 – perché siamo consapevoli di dovere trovare al più presto una nuova e più adeguata soluzione al problema».

Da allora sono trascorsi 12 anni e una soluzione al problema non è ancora stata trovata. «Eppure sono state investite risorse consistenti per il cimitero di Collodi – ha sottolineato Flori – lo stesso per il cimitero monumentale di Pescia. Possibile che i morti di Castelvecchio non meritino lo stesso rispetto?».

Persino la segnalazione relativa al muro del cimitero, che oltre ad evidenziare una crepa, presentava un notevole rigonfiamento è rimasta inevasa. «La crepa è sempre presente – ha evidenziato a tal proposito Flori – anzi nel frattempo si è allargata, aumentando la pericolosità di transitare nei pressi di quel muro. Ho segnalato la faccenda del cimitero perché è quella su cui reiteratamente negli anni siamo tornati a chiedere di porre rimedio, inascoltati, ma ci sono tante altre questioni che meriterebbero di essere citate: il vecchio lavatoio prima di entrare in paese che necessita di una manutenzione, il pannello dove si affiggono i necrologi che sta andando in malora, anche le indicazioni del nome delle strade mancanti e che rendono impossibile la consegna della posta ogni volta che cambia il postino. Quest’ultimo un problema anticamente segnalato e per il quale ci fu risposto che era allo studio una nuova toponomastica alla quale la Sovrintendenza avrebbe dovuto dare parere positivo, visto che si tratta di territori soggetti a vincolo paesaggistico, ma dopo 12 anni stiamo ancora ad aspettare pure quello».

Il signor Flori ha precisato come il suo appello non sia a titolo personale, ma parli a nome e per conto di una comunità che ogni giorno patisce il disagio di essere abbandonata a se stessa, tra vecchi e nuovi problemi e con la frustrazione di non essere ascoltata nelle proprie necessità. La speranza è che non debbano passare altri dodici anni prima di ricevere una risposta dal Comune. —



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