Italia
Da Montecatini in aiuto ai 250 gatti della colonia aperta a Caltanissetta
Montecatini. Da Montecatini Terme a Caltanissetta, quando si mette in moto la solidarietà il viaggio è veloce quanto la spedizione di un corriere. Che trasporta cibo per sfamare 160 gatti abbandonati.
Quando Nadia Anselmi e Antonella Laner, attive nel mondo del volontariato animale, hanno visto le immagini e i filmati di quei 160 gatti non hanno aspettato neppure un momento. Nessuna zona rossa le avrebbe fermate davanti a quelle scene dove i gatti (che sono troppi, molti malati e disabili) devono mangiare anche pezzi di pane secco. Così si sono organizzate.
La volontaria di Caltanisetta ha una colonia di gatti abbandonati che sta cercando in ogni modo di sfamare e accudire da sola. I vicini di casa sono infastiditi da questa massiccia presenza di bestie. Per cui la donna deve andarci soprattutto di notte, perché se ci va di giorno ha paura della reazione della gente. Molti gatti in questi mesi sono stati avvelenati. La signora non ha possibilità né di comprare le scatolette e neppure acquistare la gabbia da cattura per farli sterilizzare. «Cosi abbiamo formato un gruppo per aiutarla a distanza – racconta Antonella Laner – . Lei ci invia in modo preciso e dettagliato foto e video di tutto ciò che le abbiamo spedito e anche dei mici. Siamo riuscite a mandare già 250 scatolette da 400 grammi l'una, tre sacchi di croccantini da 20 chili. Una signora si è offerta per acquistare una gabbia da cattura. Chi vuole aiutarci nella nostra opera può rivolgersi a me oppure a Nadia Anselmi o fare direttamente ordini on line inviando cibo». Nessuno può al momento recarsi materialmente a Caltanisetta, ma soltanto aiutare a distanza.
«Ringrazio tutte le persone di Montecatini che insieme a noi stanno provvedendo alla colonia felina di Caltanisetta di Giusy Pavoncelli – commenta Nadia –. Con la collaborazione di tutti siamo riuscite a raggiungere un traguardo incredibile, grazie anche alle mie amiche Tamara, Patrizia e Anna. A volte basta poco per cambiare la vita di qualcuno». —
Simona Peselli
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