Il Tirreno

Montecatini

pieve a nievole 

Sfumato il resort di lusso bivacchi e degrado nella villa del “Faraone”

Luca Signorini
Sfumato il resort di lusso bivacchi e degrado nella villa del “Faraone”

2 MINUTI DI LETTURA





Luca Signorini

Pieve a Nievole. C'è un cancello divelto sulla destra dell'ingresso principale alla Villa del Melani. E ci sarebbero anche segnalazioni di presenze sospette in zona: bivacchi, sbandati, forse qualcuno che dorme all'interno delle vaste superfici coperte fatte costruire tra gli anni Sessanta e Settanta del '900 dall'imprenditore Marcello Melani, “il Faraone”, dopo la bonifica del podere delle Colmate, a ridosso del Padule di Fucecchio.

Al Comune di Pieve a Nievole nessuno però ha denunciato qualche movimento strano nel complesso immobiliare immerso in un parco grande 7 ettari, con alberi secolari e aria buona. Ci sono delle cartacce e altri rifiuti all'inizio del viale d'accesso, e qualcuno quella cancellata più piccola deve averla buttata giù, aprendosi un varco nell'ex azienda agricola affacciata su via Porrione e del Terzo, da tutti conosciuta come vialone del Melani tanto quella proprietà è imponente.

«Non ci sono arrivate segnalazioni, verificheremo la situazione con la polizia municipale – dice la sindaca di Pieve, Gilda Diolaiuti – sono almeno trent'anni che il complesso è chiuso e praticamente abbandonato, purtroppo l'immobile lasciato a se stesso si deteriora da solo».

Ne avrebbe di potenzialità la Villa del Melani, finora inespresse. Nel 2016 sembrava potesse cominciare un progetto di rilancio. La società Pg Due Immobiliare, che ne ha la proprietà, aveva presentato in municipio un piano di recupero per trasformare l'area in un resort di lusso dotato di appartamenti autonomi, con ristrutturazione delle mura esistenti, l'abbattimento di quelle considerate troppo in rovina, e la costruzione di nuovi fabbricati dove realizzare altri alloggi di pregio per i turisti.

Tutt'intorno percorsi attrezzati per attività all'aperto, una piscina, un campo da tennis, un laghetto dove rilassarsi circondati dalla natura incontaminata. Sono passati cinque anni e quel progetto è rimasto lettera morta.

«Non ne abbiamo saputo più nulla – afferma la sindaca – noi la nostra parte l'avevamo fatta con l'approvazione di una specifica variante urbanistica che consentiva la ristrutturazione del complesso in maniera compatibile con la zona nel quale si trova». E aggiunge: «Tra l'altro stiamo iniziando a lavorare al nuovo Piano operativo comunale, a questo punto saremo noi a chiedere al privato proprietario se permane l'interesse del 2016, altrimenti considereremo nullo il piano di recupero presentato».

Un vero peccato che sia tutto in abbandono, avvolto nel degrado, con la possibilità che qualcuno occupi gli spazi a piacer suo. E con questi chiari di luna c'è poco da sperare: il Covid ha affossato il turismo e i tempi non sembrano quelli giusti per un investimento milionario. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web