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Pescia 

L’Emporio della solidarietà resterà aperto per altri 5 anni

Maria Salerno
L’Emporio della solidarietà resterà aperto per altri 5 anni

Inoltre la giunta ha deciso di assegnare 5mila euro alla struttura gestita da Croce Rossa, Caritas diocesana  e Pubblica assistenza

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Maria Salerno

PESCIA. Un vero e proprio supermercato per persone in difficoltà economica che pagano la spesa con una tessera punti a scalare. Si tratta dell’Emporio della solidarietà, attivo dal 2020 anche a Pescia, in via Amendola 93, grazie alla collaborazione fra Croce rossa italiana, Pubblica assistenza, Caritas diocesana e amministrazione comunale per sostenere le famiglie in difficoltà.

Negli scorsi giorni, la giunta municipale ha deliberato la prosecuzione del progetto per il quale ha impegnato la somma di 5mila euro anche per il 2021, che sarà destinate alla Croce Rossa per sostenere i costi di gestione del progetto stesso. Contestualmente sono state approvate le linee guida per il funzionamento del progetto che dovrebbe avere una durata complessiva di 5 anni.

È sempre più larga la platea delle famiglie che, pur non vivendo in strada, si trovano al di sotto della soglia di povertà, potendo contare su un solo reddito, quando questo esiste, si legge sul documento dell’amministrazione. Si tratta di una condizione che, purtroppo, si sta trasformando in una vera e propria emergenza sociale, aggravata a causa dell’emergenza Covid-19. Se non vengono intraprese politiche per la famiglia mirate, il disagio può trasformarsi facilmente e cronicizzarsi. A questi aspetti si aggiunge un impoverimento anche culturale e sociale, per cui spesso le risorse personali non permettono di sapersi muovere, adeguarsi ai cambiamenti, agire atteggiamenti risolutivi o semplicemente sapersi orientare in ciò che esiste, laddove esiste. Spesso quindi nelle famiglie che vivono un disagio economico, emergono altri tipi di problematiche (abitative, relazionali, sanitarie, familiari).

Croce Rossa, Pubblica assistenza, Caritas diocesana e Caritas parrocchiali sono da anni in prima linea in questa tipologia di attività, collaborando con il Comune e con la Società della Salute. Il primo bisogno emerso dal confronto tra questi enti è stata la necessità di unirsi, superando logiche di frazionamento, per la creazione di un punto unico di accesso e distribuzione per le famiglie in stato di necessità. —

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