Gioco
Via libera della Proloco al centro culturale ortodosso
Il progetto presentato dalla parrocchia Santa Pelagia Martire di Montecatini prevederebbe investimenti per circa 100mila euro
PESCIA. Un centro socio-educativo culturale sorgerà nell’ex scuola di San Quirico. L’iniziativa è ad opera della parrocchia ortodossa romena Santa Pelagia Martire di Montecatini Terme, che ha inoltrato all’amministrazione comunale di Pescia una richiesta per la concessione dell’utilizzo dell’immobile.
Ma non tutti i paesani a San Quirico hanno reagito con entusiasmo all’idea, tanto da appellarsi alla locale Proloco affinché presenti un progetto “contro”. «Ovvero – come ha spiegato la stessa associazione in un comunicato – a presentare una progettualità per salvare il paese da questa occupazione ventilata» . Ma, chiarisce il consiglio della Proloco, che non vi è alcuna intenzione da parte sua di «imbastire in fretta e furia un progetto (senza averne i fondi) da presentare alla manifestazione pubblica di interesse per il solo gusto di rallentare o bloccare un progetto che sulla carta sembra ponderato e sostenibile».
Il progetto in questione, presentato dalla comunità ortodossa, oltre alle possibili attività del centro contiene, infatti, un progetto di lavori per il recupero e la riqualificazione dell’edificio.
La Proloco aggiunge, inoltre, che non ritiene che «l’arrivo sul territorio di un campo residenziale estivo per ragazzi sia un’invasione, ma una possibile ricchezza. Sicuramente una novità, da trattare come tale» . Senza considerare che lo scorso mese di febbraio l’amministrazione comunale, prima di procedere a trattativa diretta con il soggetto proponente, aveva invitato altri soggetti a manifestare il proprio eventuale interesse, descrivendo un progetto di utilizzo per attività ricreative, educative, sociali e culturali, nonché presentando un progetto tecnico di recupero e riqualificazione dell’immobile. Secondo indiscrezioni il progetto di gestione presentato dalla comunità ortodossa prevede un investimento di circa 100mila euro. Somma che è ben lungi dalla disponibilità economica di una Proloco che vive degli incassi delle sagre e delle feste di paese, peraltro azzerati da un anno e mezzo a causa della pandemia. —
Maria Salerno
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