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Addio a Veltroni, ex primario dell’ospedale

Maria Salerno
Addio a Veltroni, ex primario dell’ospedale

Chirurgo di fama, fiorentino, era arrivato a Pescia nel 1979 e aveva guidato il reparto fino al 2007. Aveva 84 anni

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Maria Salerno

PESCIA. Profondo cordoglio ha suscitato a Pescia la scomparsa del dottor Ario Veltroni, che si è spento nella mattinata di ieri, dopo una lunga malattia, all'età di 84 anni. Chirurgo eccezionale, apparteneva a quella generazione di medici che, al di là della chirurgia generale, «era in grado di fare tutto o quasi».

Così lo ricordano i colleghi, che hanno lavorato accanto a lui, all'ospedale di Pescia dove è arrivato nel 1979 e di cui ha sempre rappresentato “un fiore all'occhiello" divenendone anche primario, fino al 2007. «Era un chirurgo eccezionale, insieme ad altri due medici eccelsi come Furbetta e Pinzi – ricorda il dottor Giuseppe Fiore – ha dedicato la sua vita alla professione, che amava tantissimo e che svolgeva con passione, senza risparmiarsi, concedendosi pochissime ferie e rendendosi disponibile anche nei suoi giorni di festa, qualora si fosse presentata un'emergenza».

Fiorentino di nascita, si era formato alla scuola chirurgica dell'Ospedale Careggi e tutti coloro che ne piangono la morte, oggi, sono concordi nel ritenere che grazie alla sua esperienza e dedizione ha dato lustro alla chirurgia pesciatina, rendendola un punto di riferimento importante per l'intero territorio. «Vivo con commozione la perdita del mio maestro – ha scritto, ieri, il dottor Roberto Michelotti – un uomo apparentemente schivo, ma pieno di grande umanità, professionista di grande spessore, dedito totalmente alla sua missione e sempre presente, in particolare nei momenti di bisogno». Il dottor Alessandro Birindelli lo ha ricordato così: «I miei primi turni in ospedale li ho fatti insieme a lui, quando ancora non era primario del reparto. Ricordo che mi apparve subito un lavoratore instancabile e un grande professionista, dotato di un carattere tanto forte da non arrendersi mai, anche nei casi più difficili continuava a credere che l’atto chirurgico potesse dare una chance al malato e quando raccontava l’intervento appena eseguito lo faceva con una passione che ti faceva capire che lui e la chirurgia erano una cosa sola. In quegli anni si usava consultare i “luminari” dei grandi ospedali, ma lui a Pescia aveva costruito un ottimo reparto di chirurgia e, insieme ad altri medici di analoga fattura, era riuscito ad elevare il livello qualitativo dell’ospedale nel suo complesso, sempre disponibile, arrivava in sala operatoria nelle ore più impensate, oltre il normale orario di servizio, per dare man forte ai colleghi». Oltre a essere un professionista stimato, Veltroni è ricordato da chi lo ha conosciuto come «un fiorentino verace, schietto, corretto coi colleghi ed estremamente alla mano». La sua carriera è costellata di importarti successi e riconoscimenti. Nel 2012 è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, ha sposato fin dall'inizio e con profitto l'idea della chirurgia endoscopica, è rimasto attivo fino a 70 anni e ha continuato a seguire molti dei suoi pazienti anche dopo la pensione. Veltroni aveva due figli Andrea e Umberto e due nipoti. Le esequie saranno celebrate oggi alle 15 nella Chiesa di S.Maria Assunta a Massa e Cozzile. —

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