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Classi in quarantena, i Cobas chiedono di chiudere il convitto

M.S.

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PESCIA. I Cobas della scuola di Pistoia denunciano “l’assoluta inerzia delle Istituzioni e degli organi competenti nell’affrontare la situazione che si sta verificando al Convitto annesso all’Itas Anzilotti di Pescia”. In un comunicato ufficiale, l’organizzazione sindacale lamenta il fatto che nessuna chiusura è stata ad ora adottata per il convitto annesso che ospita studenti convittori, nonostante diverse classi in quarantena a causa di casi positivi accertati dall’Asl competente, e in piena “zona rossa” (la provincia di Pistoia lo è dal 27 febbraio).

“Nell’assenza di un protocollo nazionale specifico per le Istituzioni educative – prosegue la nota – ribadiamo alle autorità scolastiche e sanitarie, locali e provinciali, la necessità di adottare con urgenza la immediata sospensione delle attività convittuali del Convitto annesso all’Itas Anzilotti di Pescia al fine di tutelare gli studenti, le loro famiglie ed il personale scolastico operante in convitto”.

Non è la prima volta che i Cobas intervengono sul convitto Anzilotti. Lo avevano già fatto lo scorso 23 ottobre denunciando la delicata situazione che stanno attraversando i convitti in era Covid, citando proprio quello annesso all’istituto pesciatino: “Evidenziamo la nostra preoccupazione per la mancanza di protocolli ad hoc per i convitti ed educandati statali” scrivevano.

Il casus belli era stato, allora, il mancato provvedimento di chiusura immediatamente e/o temporaneamente, con la messa in quarantena e il monitoraggio costante dei convittori, del personale educativo e del personale Ata dopo la registrazione di due casi di positività nell’istituto. —

M.S.

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