Il Tirreno

Montecatini

LO SFOGO DI Stefano Pucci 

«Ci siamo lamentati troppo poco con Roma»

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MONTECATINI. Stefano Pucci rappresenta un’autorità nella Montecatini alberghiera, titolare del Grand Hotel & La Pace, vanto e fiore all'occhiello della città. Che oggi è chiuso al pubblico e fa da indicatore del malessere che sta vivendo Montecatini. «Riaprirò quando sarà possibile – chiosa Stefano Pucci – ma serve che la gente abbia la possibilità di viaggiare. Il turismo internazionale non esiste più. Prima c'erano almeno 100 voli settimanali da e per la Russia, adesso si contano sulle dita. Le frontiere sono sigillate. Forse ci potrebbe essere qualche speranza di accogliere turisti da Israele, ma sono troppo pochi e contesi da troppe realtà turistiche italiane».

Silenzio, troppo silenzio. «Probabilmente sono soltanto io che sto vivendo questa situazione – commenta Pucci – dal momento che vedo tutti tacere. Ci siamo, come categoria degli albergatori, lamentati troppo poco. Sono sorpreso di vedere che né a livello locale, né tantomeno nazionale, ci sia la volontà di esprimere quel grido di dolore. Il presidente di Federalberghi ha parlato solo a inizio pandemia – dice Pucci – , il sindaco di Montecatini “assente”, i presidenti delle due associazioni locali “assenti”. Li ho sentiti reclamare solo quando organizzammo una riunione di albergatori dal collega Giovanni Biondi, perché pensarono alla forma e non alla sostanza. Forse gli altri stanno tutti meglio di me. E a proposito di ristori: pochi, insufficienti, assenti. Non ci sono i presupposti per riaprire e i vaccini sono l'unica speranza». —

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