Sicurezza
Morto a 74 anni Antonio Nesti ex custode del palasport
Simona Peselli
MONSUMMANO. È morto Antonio Nesti, 74 anni, ex dipendente del comune di Monsummano, per il quale aveva fatto il custode del palazzetto dello sport per molti anni. A dare la triste notizia, sulla propria pagina ufficiale di facebook, è stata la sindaca Simona De Caro durante l’aggiornamento giornaliero dei contagiati Covid in città: purtroppo ieri ci sono stati nove casi, di cui cinque donne.
«Molti sono legati da vincoli di parentela o con altri casi dei giorni precedenti – ha annunciato la sindaca De Caro – Mi stringo alla famiglia del nostro concittadino che purtroppo a causa di questo maledetto virus ha lasciato i propri cari».
Originario di Pistoia, Antonio Nesti abitava a Monsummano dagli anni Settanta, insieme all’adorata moglie Stefania. Era un appassionato di pesca e amava il biliardo, ma non erano mancate per lui e la moglie le gite in moto all’aria aperta. Poi il figlio Emiliano si era sposato ed era arrivata in famiglia la nuora Jessica, e la gioia più grande, il nipotino Edoardo. Le giornate trascorrevano tra gli affetti familiari, con le chiacchierate con la cara sorella Laura.
La vita di Antonio Nesti da pensionato era quella serena di un uomo che aveva lavorato una vita e si era sempre dedicato alla famiglia. Solo qualche problema di salute aveva modificato la vita della sua famiglia, specialmente in questo ultimo anno.
«Abbiamo fatto tante rinunce per tutelare la salute di mio padre – racconta il figlio Emiliano Nesti, ingegnere – Siamo stati, non attenti, di più, ma non è bastato. Quando non è stato bene, il 17 febbraio, è stato portato all’ospedale di Pescia. Non aveva alcun sintomo riconducibile al Covid. Nessuno poteva immaginare che fosse positivo. Invece lo era. E da Pescia è stato trasportato al San Jacopo a Pistoia, dove purtroppo il 22 febbraio è morto».
Lo strazio di una famiglia ai tempi del Covid. «Non posso descrivere il nostro dolore per non essere potuti stare insieme a lui negli ultimi giorni della sua vita – continua il figlio – purtroppo ci avevano messo in quarantena, per cui abbiamo trascorso una settimana giorno e notte con gli occhi a fissare lo schermo del cellulare in attesa di sue notizie. Questo ti spezza il cuore, non essere vicino a chi ami per stringergli l’ultima volta la mano, per offrirgli una parola di conforto, l’ultimo saluto».
È andato via così questo uomo forte e sorridente, che amava la vita e la sua famiglia più di ogni altra cosa. Portato via da un virus invisibile che lo ha diviso dai sui affetti nel momento in cui ne aveva più bisogno.
«Il Covid esiste – sottolinea Emiliano Nesti – C’è anche se finché non ti tocca lo vedi solo in televisione o sui giornali. E siccome non ti tocca pensi che non esista. E noi, nonostante tutte le attenzioni e le precauzioni, siamo stati colpiti da questo virus. E il mio adorato babbo è volato in cielo senza il nostro conforto».
Alla famiglia Nesti, le condoglianze della redazione del Tirreno. —
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