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Ponte Buggianese 

Controlli continui davanti al locale che sfidava i divieti della zona rossa

Simona Peselli
Controlli continui davanti al locale che sfidava i divieti della zona rossa

«Giovedì avevo quattro clienti che volevano mangiare ma è arrivata la polizia. E all’ora di pranzo c’erano i vigili»

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Simona Peselli

Ponte Buggianese. Le auto delle forze dell’ordine sfilano davanti al Ristorante Lanterna Blu. Enrico Nistri, come Don Chisciotte, lotta contro i mulini a vento. Lui troppo piccolo per avere la forza di continuare la battaglia per tenere aperto. Lo Stato troppo lontano che si manifesta, però, nel momento in cui lui potrebbe disobbedire al divieto di somministrare cibo e bevande nel suo locale.

«Giovedì sera – commenta Nistri – avevo quattro clienti che volevano cenare. Ero pronto per accoglierli, ma ho dovuto mandarli indietro. Perché sono arrivate auto di poliziotti in divisa e in borghese. A pranzo erano venuti i vigili urbani. Lo stesso anche ieri». Un anno pieno senza poter incassare abbastanza, persino un lavoro in Germania per poter pagare alcune scadenze. Ma 70mila euro di debito sono tanti, troppi da saldare subito e con il ristorante chiuso.

«Non mi voglio arrendere ancora – si sfoga il ristoratore –. Tutti quelli che hanno da avere sodi dovranno aspettare con calma. L’alternativa è che io chiuda per sempre e non possa più dare niente. Sono un lavoratore e un uomo onesto. Voglio onorare tutti i miei debiti. Se ci danno tregua e se una banca ci aiuta con un prestito potrò saldare piano piano i miei impegni».

Enrico Nistri fino a tre anni fa ha lavorato come cuoco, ma sempre da dipendente. Ha investito liquidazione e risparmi di una vita nella sua attività. Che con entusiasmo portava avanti insieme alla moglie. Un lavoratore che non ha mai guardato ai giorni di festa né alle ore da passare in piedi. Purtroppo la situazione in Toscana e soprattutto nella nostra provincia vede un aumento di contagi. Impossibile prevedere quando sarà possibile tornare in giallo e per i ristoranti poter servire in sala almeno a pranzo i clienti. L’asporto è una goccia nell’oceano. Almeno per ristoranti come la Lanterna Blu collocati in zone periferiche.

Per Enrico Nistri questi certo non sono i suoi giorni migliori. Ieri mattina gli è stato notificato un atto di citazione da parte di una società leader nel mercato per il noleggio di macchine e attrezzature per una serie di insoluti. Il ristoratore umiliato e a testa bassa mostra i fogli dell’atto del Tribunale. «È un anno preciso che non lavoro – chiosa Enrico Nistri – non so più dove battere la testa. La mia protesta era dettata solo da un istinto di sopravvivenza. Una necessità di lavorare onestamente per poter pagare le scadenze. Non una sfida alle leggi dello Stato. Per me anche pochi clienti fanno la differenza. Invece mi ritrovo solo un via vai di auto delle forze dell’ordine come se fossi un delinquente. Possibile che nessuno mi voglia aiutare e cerchi di capire la mia situazione». —

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